L’Agenzia delle Entrate ha definito il nuovo quadro operativo per la Certificazione Unica, approvando il modello di CU 2026. Il documento recepisce le novità legislative intervenute nel 2025, delineando gli obblighi comunicativi per i sostituti d’imposta e i nuovi termini per la trasmissione telematica dei dati reddituali.
- CU 2026: la modulistica ufficiale
- Come si compone il modello CU 2026
- Le principali novità della Certificazione Unica 2026
- Specifiche tecniche e trasmissione telematica
- Software di compilazione CU
- Forfettari: esenzione dalla CU sui compensi
- Nuove scadenze 2026 per autonomi e Partite IVA
- Precompilata Partite IVA: nuovo termine di accesso online
CU 2026: la modulistica ufficiale
La Certificazione Unica attesta i dati relativi agli imponibili previdenziali (i contributi trattenuti ai fini della pensione) e riepiloga tutti i redditi corrisposti dal datore di lavoro o dall’Ente pensionistico nell’arco di un anno solare.
Il set documentale per l’anno d’imposta 2025 è stato ufficializzato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026. Il provvedimento disciplina
- il modello CU 2026 per la certificazione dei redditi di lavoro dipendente, assimilati e autonomo;
- le istruzioni per la compilazione dei diversi quadri;
- le specifiche tecniche per l’invio dei flussi informativi;
La predisposizione della Certificazione unica 2026 serve a garantire il corretto flusso di dati verso la dichiarazione precompilata e assicurare la conformità fiscale dei percipienti.
Come si compone il modello CU 2026
La struttura della certificazione rimane articolata per sezioni, permettendo la gestione separata delle diverse tipologie di reddito corrisposto. Il modello distingue tra:
- redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati;
- redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
- quadri relativi ai dati previdenziali e assistenziali;
- prospetti per le ritenute operate e le detrazioni spettanti;
Il sistema modulare permette ai sostituti d’imposta di integrare solo i quadri necessari alla specifica posizione fiscale del lavoratore o collaboratore.
Le principali novità della Certificazione Unica 2026
L’aggiornamento del modello recepisce le modifiche ai quadri reddituali necessarie per l’allineamento alla riforma fiscale. Tra le novità principali si segnalano:
- l’aggiornamento dei campi per i redditi di lavoro autonomo;
- la revisione delle sezioni dedicate ai redditi esenti o soggetti a regimi fiscali sostitutivi;
- il perfezionamento dei dati utili alla determinazione automatica dell’imposta netta.
Specifiche tecniche e trasmissione telematica
Il datore di lavoro o l’Ente pensionistico trasmettono il modello ordinario all’Amministrazione finanziaria, oltre a consegnare il modello sintetico di CU al contribuente nell’anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati, oppure entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Il provvedimento AdE del 15 gennaio 2026 ha fissato i criteri tecnici per la generazione dei file telematici. I software di compilazione devono rispondere a standard rigorosi di validazione per consentire l’acquisizione dei dati tramite Entratel o Fisconline. Errori nei formati elettronici possono determinare lo scarto della fornitura, rendendo necessaria la riemissione del documento entro termini ristretti.
Software di compilazione CU
Per la compilazione e il controllo della CU, il Fisco fornisce ogni anno due software che permettono di predisporre le dichiarazioni.
- Certificazione Unica permette la creazione e compilazione della CU per redditi di lavoro dipendente, lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi e da locazioni brevi.
- Per la procedura di controllo, un’applicazione ad hoc consente di evidenziare le anomalie tra dati nel modello e allegati e indicazioni fornite dalle specifiche tecniche, inviando messaggi di errore.
Forfettari: esenzione dalla CU sui compensi
Una delle semplificazioni più rilevanti confermate per il 2026 riguarda i contribuenti in regime forfettario. I compensi erogati a questi soggetti non devono essere oggetto di certificazione nella CU 2026, essendo stati esclusi dall’obbligo a partire dall’anno d’imposta precedente. Tale misura riduce gli adempimenti burocratici per i datori di lavoro e i committenti che operano con professionisti forfettari.
Nuove scadenze 2026 per autonomi e Partite IVA
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 15707 del 15 gennaio 2026 ha stabilito un calendario fiscale della Certificazione Unica 2026 a doppio binario, che supera le vecchie scadenze e introduce un termine più lungo per i lavoratori autonomi, differenziando le date di invio dei dati:
- 16 marzo 2026 termine per l’invio telematico delle certificazioni dei dipendenti, dei collaboratori e di tutti i redditi che alimentano il modello 730 precompilato;
- 16 marzo 2026 scadenza per la consegna del modello sintetico (tramite invio telematico delle certificazioni) ai lavoratori;
- 30 aprile 2026 termine ultimo (nuova scadenza) per la trasmissione dei dati relativi al lavoro autonomo professionale (Partite IVA) e alle provvigioni;
- 31 ottobre 2026 termine ultimo per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante precompilata.
Precompilata Partite IVA: nuovo termine di accesso online
Il rinvio al 30 aprile dell’invio delle certificazioni per gli autonomi influisce direttamente sulla disponibilità della dichiarazione precompilata. Per i titolari di partita IVA, l’accesso al modello precompilato è posticipato al 20 maggio 2026. Per i dettagli sui nuovi termini, è disponibile l’approfondimento sulle nuove scadenze per la CU e la precompilata.
Per il quadro generale sugli adempimenti e i soggetti obbligati, è possibile consultare la sezione dedicata alla Certificazione Unica su PMI.it.