Tratto dallo speciale:

IVA nell’e-Commerce: dal primo luglio parte la Riforma UE

di Redazione PMI.it

scritto il

Le imprese che non aderiscono al regime OSS pagano l'IVA nello stato UE di destinazione, tutte le novità della riforma IVA che regolamenta l'e-commerce.

Dal primo luglio 2021, tutte le aziende che effettuano transazioni e-commerce nella UE devono applicare la tassazione IVA prevista dal paese di arrivo, a meno che non aderiscano al regime speciale dello sportello unico OSS, mentre dalla stessa data viene abolita l’esenzione per merci fino a 22 euro importate da aziende extra-UE: sono le principali novità della nuova normativa sull’IVA comunitaria nel commercio elettronico recepite dall’Italia con il dlgs 83/2021.

In pratica, chi non si iscrive al regime speciale dello sportello unico, dal primo luglio 2021 paga l’IVA nello Stato di destinazione, quindi dovrebbe  sostanzialmente aprire partita IVA in ognuno dei Paesi in cui esporta. C’è una soglia di fatturato, pari a 10mila euro in tutta Europa, sopra la quale è necessario aprire la partita IVA (per l’e-commerce è già applicata dal 2019) ma l’adesione OSS risolve il problema: la piattaforma automaticamente smista il versamento dell’IVA al Paese spettante, l’impresa deve solo effettuare una dichiarazione trimestrale. Questo sistema garantisce anche più trasparenza ai consumatori.

=> Scorporo IVA: formule di calcolo con esempi al netto e lordo

Un analogo “mini sportello unico (MOSS)” per l’IVA è già operativo con successo dal 2015 per le vendite transfrontaliere di servizi elettronici. La sua estensione alle vendite online di beni offrirà ancora più vantaggi ai rivenditori e ai consumatori online nell’UE. Riforme analoghe sono state attuate e stanno dando buoni risultati in altri paesi, quali Norvegia, Australia e Nuova Zelanda.

L’altra novità è l’abolizione dell’esenzione IVA sulle importazioni in Europa di merci di valore fino a 22 euro, che quindi dovranno pagare l’IVA. La Commissione UE sottolinea che questa esenzione veniva «utilizzata in modo abusivo» etichettando in modo forzato le spedizioni di merci al solo fine di beneficiarne. Pertanto, la ratio è quella di garantire condizioni di parità per tutte le imprese, semplificare il commercio elettronico transfrontaliero e introdurre maggiore trasparenza per i consumatori.

Segnaliamo che la Commissione Ue ha realizzato anche un portale dedicato alla riforma IVA, che illustra le novità, fornisce consigli e schede informative per le imprese e i consumatori