Imprese italiane poco digitali, troppa carta in ufficio

di Alessandro Vinciarelli

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Nonostante il continuo sviluppo delle tecnologie e le spinte istituzionali, l'Italia non rinuncia all'utilizzo della carta in ufficio, preferendola ancora rispetto all'elettronico

Le tecnologie aziendali e le campagne istituzionali hanno da tempo messo al bando l’utilizzo eccessivo della documentazione cartacea in ufficio, tentando di evitare gli sprechi, tanto ambientali che di suppporti e soprattutto di tempo.

Tuttavia, una indagine HP, realizzata dalla società di ricerche ToLuna, ha evidenziato che l’Italia è ancora tra i primi paesi in Europa nell’utilizzo di carta e penna negli ambienti di lavoro.

La ricerca, volta a verificare l’approccio all’uso delle tecnologie digitali all’interno delle piccole e medie imprese europee, ha decretato una sconfitta per le Pmi nazionali.

Solo la Germania supera in negativo l’Italia, attestandosi al primo posto con una percentuale del 91% di lavoratori che dichiarano di utilizzare sempre o spesso la carta in ufficio.

Nel Belpaese si scende al 79%, a cui seguono tutti gli altri paesi con in coda l’Olanda, che chiude la classifica con il 52%.

Tra le curiosità, gli italiani dichiarano che carta e penna vengono apprezzate soprattutto nei momenti di lavoro importanti, come prima di una riunione o per “memorizzare” informazioni di particolare rilievo.

Inoltre, a sorpresa, sembrano i giovani a fare un uso più assiduo del materiale cartaceo piuttosto che rivolgersi ai suppoorti digitali, in particolare l’84% dei dipendenti di Pmi al di sotto dei 24 anni, contro il 59% di quelli di età compresa tra i 55 e i 64.

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