PMI nella Strategia Nazionale per la Cultura ICT in azienda

di Alessandro Longo

Pubblicato 18 Aprile 2014
Aggiornato 26 Settembre 2014 13:53

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Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze ICT, anche e soprattutto nelle PMI: focus sulle Linee Guida nell'ambito dell’Agenda digitale.

Ci sono molte pagine dedicate alle PMI nelle linee guida che l’Agenzia per l’Italia digitale ha pubblicato nell’ambito del neonato Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali, primo atto pubblico del piano, che l’Italia conduce nell’ambito dell’Agenda digitale europea voluta da Bruxelles. Le linee guida sono ancora in bozza  perché in consultazione pubblica fino al 10 maggio. Siamo comunque ai blocchi di partenza per una missione ad ampio spettro, con cui l’Italia mira a superare i ritardi nelle competenze digitali di studenti, aziende, lavoratori e pubbliche amministrazioni.

=> Agenda Digitale: gli approfondimenti di PMI.it

In sostanza, «l’Agenzia e i vari stakeholder (pubblici e privati, dell’industria), stanno definendo le prime linee d’azione per risolvere il problema, con un’azione strategica di sistema (mentre finora ci sono state solo varie iniziative sparse)», racconta a PMI.it Rosamaria Barrese, che si occupa di questi aspetti per l’Agenzia per l‘Italia digitale. La parte sulle aziende, nelle linee guida, si concentra proprio sulle PMI, colonna portante del sistema economico italiano ma in particolare ritardo per adozione di Internet e del Digitale. Si ricordano (a pagina 60) gli studi secondo cui le PMI  digitali sono riusciti a crescere molto di più nella media e altri dati che i lettori di PMI.it già conoscono.

Approccio sistemico

Non si tratta solo di insegnare l’uso di strumenti digitali: la parte interessante comincia a pagina 61, quando si dice che le PMI devono:

“dotarsi di personale con competenze a specializzazione digitale, anche di alto profilo, capaci di introdurre all’interno delle aziende quegli elementi di innovazione capaci di traghettarle e portare sostanziali benefici alle performance aziendali”. “Fornire loro una vision complessa, composta da una doppia anima di tecnologia e di conoscenza. Per diffondere “cultura digitale” fra le imprese è pertanto necessario un approccio sistemico”.

“L’obiettivo generale è diffondere nelle imprese la conoscenza e la capacità di utilizzare gli strumenti digitali per migliorare la qualità del lavoro e dell’impresa, creando valore nei processi, nell’organizzazione delle attività e nelle relazioni di business, ponendosi come soggetto attuatore delle politiche di sviluppo economico del territorio e interlocutore primario delle imprese stesse”.

“Per ottenere ciò si propone la realizzazione di un programma per alfabetizzare le aziende sia dal punto di vista strumentale, ovvero insegnando loro quali tecnologie usare e in che modo implementarle per digitalizzarsi, sia culturale ovvero spiegando che il Digitale non è solo un nuovo strumento o utensile per lavorare diversamente o con costi e tempi più contenuti”.

Progetti

Tra le iniziative citate come pratiche da imitare e da mettere a sistema, il progetto “Digilavorando – Cresco in Digitale” (Epson-Fondazione Politecnico di Milano) per favorire la digitalizzazione delle imprese sotto i 10 addetti, Distretti sul Web (Google-Unioncamere) e Digitali per Crescere e LED – Laboratori di Esperienza Digitale (Microsoft-Unioncamere), che coinvolgono esperti del territorio e nativi digitali come fattori per alfabetizzare le aziende.

Ruolo CCIAA

L’Agenzia crede nel ruolo delle Camere di Commercio, sia per capillarità territoriale sia per “grado di maturità strumentale conseguito”. Le linee guida citano alcuni binari su cui si stanno muovendo:

  • far comprendere alle aziende l’importanza dell’adozione del Digitale come leva strategica per il proprio sviluppo e non come strumento occasionale;
  • trasferire alle micro e piccole imprese competenze, conoscenza di strumenti e servizi digitali per il business, al fine di incrementare la capacità di competere sui mercati locali e globali;
  • attuare processi di “change management”, integrando le nuove tecnologie nel proprio business;
  • creare sinergie tra le aziende del territorio, con un processo di integrazione delle competenze reso possibile dall’adozione degli strumenti digitali;
  • stimolare la nascita di startup che, sfruttando i canali e-commerce, capitalizzino sulle eccellenze del territorio (ad es. i “giovani digitalizzatori” del progetto “Distretti sul web” ma anche piccole aziende ICT che aiutino gli artigiani locali a commercializzare i propri prodotti online);
  • ridurre i costi di gestione delle imprese, attraverso l’utilizzo di specifiche applicazioni o strumenti digitali.

Esempi concreti

Accesso agli open data per acquisire informazioni; accesso evoluto alle fonti informative del Web per effettuare ricerche di mercato; utilizzo del digitale per la gestione delle attività di recruitment; rafforzare l’organico delle PMI con l’introduzione di risorse ad alta competenza digitale e, considerando al tempo stesso le difficoltà di dotarsi di professionalità high skilled, studiare sistemi alternativi (es. Temporary Digital Manager – Digital Manager/Specialist condiviso tra più imprese) ampliare le opportunità di commercializzazione e accesso a nuovi mercati a costi estremamente contenuti grazie alle opportunità dell’ecommerce; utilizzare gli strumenti di promozione on line grazie alle opportunità offerte dai social network e dagli altri strumenti di comunicazione digitale.

Azioni suggerite

  • “Rafforzare la relazione tra Camere di Commercio e imprese, attraverso la condivisione di nuovi progetti di sviluppo d’impresa e del territorio basati sulle tecnologie digitali”.
  • Accelerare presso le Camere e presso le imprese il processo di adozione del digitale, con particolare attenzione agli strumenti che migliorano la relazione e lo scambio di informazioni e servizi in ottica di Rete territoriale, attraverso un coinvolgimento diretto di “esperti digitali”.

Progetti UE

C’è tanta carne a fuoco e non è finita qui. Sono partiti due progetti europei per le competenze digitali associate al lavoro, E-Skills for Jobs 2014 e Fostering Digital Entrepeneurship, per i quali il coordinatore italiano è l’associazione Anitec. Il programma del secondo ha interessanti sinergie con le linee guida dell’Agenzia, visto che intende istituire “un ecosistema di tutoraggio allo scopo di agevolare l’ispirazione, il sostegno e la crescita di nuove idee aziendali e alimentare l’imprenditoria digitale in Europa”, si legge nella presentazione che ne fa Anitec. Sotto l’ombrello della Commissione Europea, l’ecosistema consentirà agli imprenditori “di trovare informazioni preziose sui principali interlocutori strategici coinvolti e sui principali eventi, in un unico coordinamento”. “Anitec si impegna ad istituire un coordinamento di opinion leader del settore (cosiddette “icone digitali”) e imprenditori capofila, individuando specifici modelli di business e utilizzando gli strumenti di comunicazione e condivisione delle idee emergenti più adeguati allo scopo”.

È cominciato un lungo percorso: la ricerca di una strategia sistematica per sollevare le sorti della cultura ICT italiana, anche e soprattutto nelle PMI. Scarica il testo integrale delle Linee Guida (Programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali)