Fondo di categoria: quali benefici?

Risposta di Noemi Ricci

31 Luglio 2025 09:25

Antonio chiede:

Lavoro da 36 anni e volevo sapere quali benefici avrei versando una parte del TFR dei prossimi anni nel Fondo Fonte (di categoria). Posso anche dedurre dall’IRPEF i versamenti?

Il Fondo pensione consente di conferire, su base volontaria, una quota del Trattamento di Fine Rapporto a integrazione della pensione pubblica, costituendo una posizione individuale di previdenza complementare.

Per un lavoratore con molti anni di anzianità contributiva, valutare se destinare una parte del TFR maturando al Fondo FonTe, il Fondo Pensione Complementare per i dipendenti da aziende del Terziario (Commercio, Turismo e Servizi), richiede un’attenta analisi dei benefici previdenziali e fiscali.

Benefici dei Fondi Pensione

Una lunga carriera permette già di maturare una pensione pubblica di un certo valore ma la previdenza complementare può offrire un’integrazione non da poco per mantenere un certo tenore di vita. Il capitale accumulato nel fondo potrà essere riscosso sotto forma di rendita oppure in parte come capitale, integrando la prestazione pubblica. L’efficacia dell’investimento dipende dall’orizzonte temporale residuo, dalla possibilità di effettuare versamenti volontari aggiuntivi e dalla fiscalità agevolata sulle prestazioni.

È anche possibile richiedere anticipazioni del montante per spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione prima casa, o ulteriori esigenze, offrendo flessibilità in corso di adesione.

Trattamento fiscale

Il conferimento del TFR al fondo non dà diritto a deduzione, in quanto trattasi di retribuzione già tassata (TUIR, art. 10; circolare AE n. 9/E/2005). Sono invece deducibili dal reddito complessivo, entro il limite annuo di 5.164,57 euro, i contributi a carico del lavoratore, del datore di lavoro e gli eventuali versamenti volontari aggiuntivi. Il risparmio fiscale viene riconosciuto in busta paga dal datore di lavoro, oppure in sede di dichiarazione dei redditi per i versamenti volontari aggiuntivi, anche per familiari a carico.

I rendimenti finanziari maturati nel fondo sono tassati al 20%, ridotto al 12,5% per la parte derivante da titoli di Stato o equiparati. Le prestazioni finali (in capitale o rendita) sono tassate con aliquota del 15%, riducibile dello 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, fino a un minimo del 9%. Le anticipazioni per spese sanitarie sono tassate al 15% (riducibile); in altri casi l’aliquota è pari al 23%. Il riscatto parziale o totale è soggetto a tassazione agevolata con aliquota base del 15%, anch’essa riducibile fino al 9%.

Conferimento al fondo o TFR in azienda: vantaggi a confronto

Lasciare il TFR in azienda significa mantenerlo rivalutato ogni anno del 1,5% fisso più il 75% dell’inflazione, con una tassazione finale separata tra il 23% e il 30%, in funzione dell’anzianità. Al contrario, il conferimento al Fondo FonTe offre rendimenti potenzialmente superiori rispetto alla rivalutazione aziendale, in base all’andamento dei mercati finanziari e alla linea di investimento scelta, una fiscalità più favorevole su rendimenti (20% o 12,5%) e prestazioni finali (aliquota massima 15%, riducibile fino al 9%), la deduzione dei contributi volontari e di quelli del datore di lavoro, nonché una maggiore flessibilità grazie alla possibilità di anticipazioni per spese specifiche e riscatti parziali o totali.

Infine, consente una costituzione di una rendita integrativa, utile per compensare il possibile divario tra ultimo reddito e pensione pubblica.

In ultima analisi, la scelta dipende dall’orizzonte temporale residuo prima della pensione, dal profilo di rischio e dalla capacità di effettuare versamenti volontari deducibili che aumentano il montante e generano risparmio fiscale.

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