Aumentano le richieste di aiuto che arrivano piccole imprese, ex imprenditori e cittadini che si trovano in situazioni di sovraindebitamento. A segnalarlo è la Camera Arbitrale di Milano, che nei primi dieci mesi del 2025 ha ricevuto 298 istanze, rispetto alle 255 del 2024.
Tracciando l’identikit dell’indebitato medio che presenta domanda alla CAM, nel 60% dei casi a presentare domanda di accesso al servizio è costituito da consumatori, mentre nel restante 40% sono imprenditori e ditte individuali ad avviare la procedura. Possono infatti accedere al servizio di supporto per l’esdebitazione i consumatori privati, le piccole imprese sotto la soglia fallimentare, aziende, startup e associazioni professionali in difficoltà finanziaria.
Come funziona? Le Camere Arbitrali, nell’ambito delle attività delle Camere di Commercio, gestiscono le domande di crisi attraverso i propri OCC (organismi per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata), attivi in tutte le aree territoriali.
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Stando ai dati emersi nel corso del convegno “Il sovraindebitamento e le procedure di risoluzione”, a cura della Camera Arbitrale di Milano, una pratica su due si chiude con esito positivo e negli ultimi otto anni sono stati gestiti debiti per un totale di oltre 201 milioni di euro, dei quali il 21% è stato recuperato e restituito ai creditori. I tempi medi di definizione delle pratiche, inoltre, tra il 2021 e il 2025 si sono ridotti del 16%, mentre la durata media nel 2025 è stata di 523 giorni, pari a circa 17 mesi.
In questo scenario si colloca anche la convenzione tra Camera Arbitrale di Milano e Osservatorio del Debito Privato, mirata ad avviare azioni per prevenire il debito privato e del sovraindebitamento, promuovendo strumenti e percorsi per favorire una gestione sostenibile del debito, contribuendo allo sviluppo della persona e della coesione sociale ed economica del Paese.