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Mutui: i tassi sono rimasti alti e la politica BCE ormai è cambiata

di Teresa Barone

16 Settembre 2025 14:58

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La politica monetaria della BCE non è bastata lo scorso anno a tagliare il costo dei mutui e adesso non ci sono più i margini per proseguire.

Nonostante i tagli applicati fino al primo semestre 2025 dalla BCE sui tassi di interesse sul costo del denaro gli effetti positivi sui mutui non sono arrivati, e la nuova politica monetaria, che non sta prevedendo più nuovi tagli, di certo non aiuta.

Le ultime decisioni della Banca Centrale Europea non spingono certo le banche ad offrire finanziamenti ipotecari più convenienti ed i precedenti tagli non sono stati sufficienti ad  agevolare i prestiti: nelle ultime due riunioni del Board, si è deciso di mantenere i tassi invariati, interrompendo la tendenza al ribasso che aveva segnato il 2024 ed i primi mesi del 2025.

A lanciare l’allarme sull’assenza di ripercussioni positive di quella strategia sul mercato dei mutui è stata la FABI, secondo cui i tassi applicati sui nuovi mutui sono comunque tarati al di sopra dei livelli del tasso di riferimento della BCE, tanto che i benefici derivanti dalla riduzione del costo del denaro non vengono trasferiti alla clientela.

Sebbene grazie ai tagli dei tassi a partire da giugno 2024 i mutui concessi siano tornati a crescere, le banche preferiscono preservare i margini di profitto mostrando prudenza e considerando lo scenario macroeconomico internazionale ancora incerto.

Ad essere penalizzate sono soprattutto le famiglie vulnerabili, con limitazioni per l’accesso al credito.

La trasmissione della politica monetaria della BCE si è inceppata. Da mesi i tassi ufficiali sono stati ridotti, ma le condizioni applicate dalle banche restano elevate.

Per il segretario generale della Federazione, Lando Maria Sileoni, servono risposte nuove dal Governo, garanzie statali e misure per aiutare i giovani a comprare casa.