Controllo conti correnti e rapporti finanziari, nuove regole fiscali

di Redazione PMI.it

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Nuovi criteri e regole per le comunicazioni al Fisco in materia di conti correnti, rapporti finanziari e servizi di pagamento anche in criptovalute.

Comunicazioni al Fisco in relazione ai dati su conti correnti e rapporti finanziari, definizione e calcolo della giacenza media annua, segnalazione obbligatorie sulle transazioni anche per investimenti in criptovalute: l’Agenzia delle Entrate effettua una generale operazione di riordino degli adempimenti in materia, che ha l’obiettivo finale di migliorare qualità e trasparenza delle comunicazioni dei dati all’Anagrafe Tributaria da parte degli operatori finanziari.

Rapporti finanziari

In base al provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate del 23 maggio 2022, cambia il calendario delle comunicazioni obbligatorie:

  • le comunicazioni mensili agli archivi dei rapporti finanziari vanno effettuate entro l’ultimo giorno del mese successivo (il sabato non è considerato giorno lavorativo);
  • le comunicazioni annuali avvengono effettuate entro l’ultimo giorno lavorativo del mese di febbraio dell’anno successivo;
  • per le comunicazioni tardive, le anomalie, le modifiche si applicano regole specifiche, dettagliate nel provvedimento.

Giacenza conti correnti

Con decorrenza 1° gennaio 2023, viene fornita una nuova definizione del termine giacenza media annua dei conti correnti. Che è «l’importo medio delle somme a credito del cliente in un dato periodo ragguagliato ad un anno. Di conseguenza, il calcolo della giacenza media annua, ovvero dell’importo medio delle somme a credito del cliente, si determina dividendo la somma delle sole giacenze attive giornaliere per 365, indipendentemente dal numero di giorni in cui il deposito/conto è rimasto aperto. Per giacenze giornaliere si intendono i saldi giornalieri per valuta».

Transazioni

Vengono previsti nuovi codici identificativi per una serie specifica di comunicazioni, per esempio relative ai servizi di pagamento, che vengono separati dai contratti di convenzionamento. Bisogna consultare le specifiche tecniche, pubblicate sul portale delle Entrate per il dettagli dei codici da utilizzare (ad esempio, carte di debito e di credito o prepagate con IBAN). Sono poi previsti codici specifici per: multivaluta, metalli preziosi, valuta virtuale, asset finanziari. In questo modo,  «potrà essere tracciata la presenza di rapporti tenuti in qualsivoglia valuta, anche di natura innovativa (esempio: le criptovalute, ndr), rimanendo predisposti per la raccolta di eventuali rapporti corrispondenti a nuove tipologie di servizi o prodotti per cui la legge preveda la comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari.