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Startup, più investimenti ma meno capitali: i punti deboli dell’ecosistema italiano

di Redazione PMI.it

19 Dicembre 2025 12:04

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Il report SIOS25 Winter fotografa un ecosistema polarizzato: aumentano le operazioni, ma il mercato fatica a sostenere la crescita delle scaleup.

L’ecosistema delle startup italiane mostra segnali contrastanti. Cresce il numero delle operazioni di investimento, ma diminuiscono le risorse complessivamente raccolte. È quanto emerge dal report “Humans SIOS”, presentato a Milano in occasione di SIOS25 Winter, che restituisce l’immagine di un sistema dinamico ma ancora fragile nel passaggio dalla fase di avvio a quella di crescita strutturata.

Più round chiusi ma raccolta in forte calo

Nel corso del 2025 sono stati chiusi 204 round di investimento, con un incremento del 10,5% rispetto all’anno precedente. A fronte di un aumento delle operazioni, però, la raccolta complessiva si è però fermata a 1,1 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto agli 1,4 miliardi del 2024. Un dato che segnala una maggiore frammentazione degli investimenti e una difficoltà crescente nel sostenere round di dimensioni medio-grandi.

Pochi mega-deal assorbono il 40% dei capitali

Il mercato risulta fortemente polarizzato. Alcune operazioni di grandi dimensioni concentrano una quota rilevante delle risorse disponibili, con pochi round che da soli valgono quasi il 40% dell’intera raccolta annuale. Tra le operazioni di maggior rilievo figurano i round di AAVantgarde Bio, Nanophoria, Exein e Hercle, a conferma di una selettività crescente da parte degli investitori.

Fintech, biotech e deeptech guidano gli investimenti

Dal punto di vista settoriale, il fintech si conferma il comparto con il maggior numero di operazioni (16 round, pari al 7,9%), seguito da biotech, medtech e HR (13 round ciascuno) e dal deeptech (12 round). Il dato evidenzia una progressiva attenzione verso tecnologie ad alto contenuto scientifico e industriale, considerate più adatte a sostenere strategie di lungo periodo.

Lombardia polo dominante, equity crowdfunding in flessione

Sul piano geografico, la Lombardia si conferma il principale hub nazionale, concentrando il 47,3% dei deal complessivi, pari a 96 operazioni. In controtendenza, il canale dell’equity crowdfunding registra una contrazione, con una raccolta pari a 48 milioni di euro, in calo del 9,2% su base annua.

Italia indietro sull’Europa, soprattutto sul fronte delle exit

Il confronto con il resto d’Europa resta critico. Nei primi nove mesi del 2025 il mercato europeo del venture capital ha raccolto circa 33 miliardi di euro, in crescita del 7%, mentre l’Italia rimane marginale in termini di dimensioni e capacità di generare exit. Le operazioni di uscita restano poche e frammentate, un fattore che limita il reinvestimento dei capitali e la maturazione dell’ecosistema. La debolezza del sistema italiano riguarda la fascia centrale delle startup, che fatica a compiere il salto dimensionale necessario per competere su scala europea.

La crescita dei numeri, senza un rafforzamento dei capitali disponibili e delle politiche di sostegno, rischia di tradursi in una moltiplicazione di iniziative che non riescono a consolidarsi.