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Tariffe elettriche: più sconti e Bolletta 2.0

di Noemi Ricci

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SOS costi energia: l'AEEG propone di ampliare il bonus sociale per ridurre le tariffe di luce e gas e lanciare il progetto Bolletta 2.0 per ridurre i costi.

Il costo della bolletta energetica e la dipendenza dall’estero per la fornitura di gas ed energia elettrica, che fa lievitare i prezzi sono un problema per l’Italia, e le politiche adottate, compresi i tagli retroattivi agli incentivi per le Rinnovabili, non aiutano l’Italia a rendersi indipendente dal punto di vista energetico puntando sull’eco-sostenibilità: è il monito lanciato dal presidente dell’Autorità AEEG, Guido Bortoni, presentando il rapporto  annuale sulle tariffe dell’elettricità alla Camera dei Deputati: preoccupantti i dati sulla liberalizzazione del mercato, con prezzi che non accennano a diminuire e morosità delle famiglie in continuo aumento.

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Bonus sociale

Per Bortoni il provvedimento del Governo che punta a diminuire del 10% il prezzo dell’energia elettrica alle industrie non basta: è necessario concentrarsi anche sulle tariffe di gas, luce e acqua per le famiglie, anche incentivando l’utilizzo del bonus sociale luce e gas, agevolazione che riduce la spesa dei clienti domestici per la fornitura di energia elettrica, per ora richiesto solo dal 35% (un milione e mezzo) delle famiglie che potrebbero beneficiarne (a basso reddito e numerose). Il bonus, per Bortoni, dovrebbe essere equiparato al nuovo ISEE ed esteso ad altri servizi di pubblica utilità, in più andrebbero semplificate le procedure di accesso.  In più, rimarca Bortoni, bisognerebbe evitare, in questo periodo di crisi, di sospendere tanto facilmente il servizio elettrico per morosità.

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Bolletta 2.0

Tra le proposte Bortoni rilancia il progetto Bolletta 2.0 per far sì che il consumatore sia sempre più informato e possa scegliere in maniera adeguata l’operatore più conveniente del mercato libero in base alle proprie necessità. La Bolletta 2.0 dovrebbe quindi facilitare il confronto delle tariffe, come spiega Bortoni:

“Un ‘avviso’ di bolletta composto da un unico foglio o poco più, che continuerebbe ad arrivare per posta e conterrebbe pochi dati anagrafici, di consumo e di spesa, ossia le informazioni di base per comprendere quanto e per cosa si deve pagare. La bolletta, disponibile solo nel web (a meno di richieste specifiche), conterrebbe le informazioni di dettaglio che, qualora inviate per posta, sarebbero fonte più di confusione che di trasparenza, oltre ai maggiori costi. La capacitazione del consumatore va sostenuta non soltanto nella fase di scelta delle offerte, ma anche in quella di gestione del proprio contratto sul mercato libero e, soprattutto, di rinegoziazione dello stesso. A tal fine, può, ad esempio, essere valutata l’opportunità che il venditore fornisca al cliente finale una bolletta pro-forma (dopo almeno un anno di fornitura), contenente il confronto tra la spesa sostenuta e quella che si sarebbe sostenuta invece con le condizioni economiche di tutela, calcolata sulla base degli stessi consumi storici e per lo stesso periodo. Potrebbe, altresì, essere valutata l’opportunità che il venditore fornisca al cliente finale diversi preventivi relativi a nuove offerte di fornitura presenti nel proprio portafoglio. Così che il cliente del mercato libero potrà sempre essere in grado di scrutinare le proprie scelte e, di più, sarà spinto a farlo”.

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