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Legge di Stabilità al via

di Francesca Vinciarelli

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Prende il via la discussione sulla Legge di Stabilità: ecco le importanti misure che influenzeranno l'economia italiana per i prossimi 3 anni.

Tutto pronto per la Legge di Stabilità, che dovrà essere presentata alle Camere e all’Europa entro il 15 ottobre, l’obiettivo è di mettere a punto misure per un totale di 10 miliardi di euro puntando ad incentivare assunzioni e investimenti e quindi a far ripartire l’economia del Paese. Il premier Enrico Letta, forte della fiducia appena ottenuta, ha convocato i sindacati per lunedì 7 ottobre alle ore 18.30 per discutere del provvedimento a Palazzo Chigi. Sul piatto ci sono questioni importanti che orienteranno l’economia italiana per i prossimi 3 anni, come:

  • il taglio del cuneo fiscale, riducendo i contributi sociali non previdenziali;
  • la riduzione delle tasse sul lavoro;
  • il nuovo patto di stabilità interno che stimoli gli investimenti;
  • la service tax, la nuova tassa sugli immobili che sostituirà l’IMU e la TRISE, alleggerendo di 1-2 miliardi il peso fiscale sugli italiani per la prima casa e la raccolta dei rifiuti;
  • gli sgravi fiscali per le start-up innovative;
  • la soppressione dei nuovi ticket sanitari, per un valore di circa 2 miliardi di euro;
  • il taglio a 720 agevolazioni fiscali alle imprese che riporteranno oltre 200 miliardi di euro l’anno nelle casse dell’Erario;
  • il rafforzamento dell’ACE, l’Aiuto per la Crescita Economica che oggi prevede una deducibilità fiscale del rendimento assicurato dagli incrementi di capitale proprio limitata al 3% annuo, per incentivare la patrimonializzazione delle imprese e gli investimenti.

Per Letta «il tempo perso in queste settimane pesa: arriviamo con il fiatone alla scadenza del 15 ottobre e il Parlamento dovrà avere un protagonismo maggiore sulla Legge di Stabilità». Letta ha poi ricordato che oltre alla Legge di Stabilità «di cose da fare da domani mattina ce ne sono tante», tra le quali anche il decreto d’urgenza per il rientro del deficit,  per la cassa integrazione, per il rifinanziamento delle missioni internazionali e per la social card. Nessuna speranza invece per l’IVA al 22%, anche se il Governo si è impegnato a ridefinire le aliquote ridotte del 4 e del 10% e gli elenchi dei beni da assoggettarvi per rendere l’IVA meno regressiva a parità di gettito. Particolare focus verrà posto sul taglio della spesa pubblica anche se, sottolinea Letta, «non esistono tagli di spesa facile, la revisione va fatta con accortezza. Se andremo avanti chiederemo a Carlo Cottarelli (direttore del dipartimento per gli Affari fiscali e di bilancio del Fondo Monetario Internazionale n.d.r.) di diventare commissario della Spending Review». Altro nodo cruciale per il Governo quello di liquidare i debiti contratti dalle PA con le imprese, di cui l’Esecutivo sta ultimando il censimento.