Imprese e banche: vecchi correntisti svantaggiati

di Francesca Vinciarelli

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Anche con le banche, come con gli operatori telefonici, si può risparmiando cambiando: i vantaggi offerti ai nuovi clienti.

Solitamente le aziende riservano ai clienti “affezionati” un trattamento migliore, o ottengono promozioni particolare o altri tipi di vantaggi che spingano verso la fidelizzazione. Non succede lo stesso per i clienti delle banche, anzi i vecchi conti correnti costano il 40% in più rispetto ai nuovi.

A rivelarlo è l’ultimo studio Bankitalia. L’obiettivo verso il quale puntano le banche non è tanto di fidelizzare i clienti, quanto di attirarne di nuovi offrendo condizioni migliori della concorrenza.

Un po’ quello che avviene con le compagnie telefoniche o i fornitori di energia, che offrono particolari promozioni ai nuovi clienti e soprattutto a chi effettua un cambio di operatore.

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Tornando alle spese di gestione dei conti i clienti nel 2012 hanno avuto spese in media di 101 euro, pari a -4,8 euro in meno rispetto al 2011 e -9,2 euro rispetto al 2010. La spesa media scende a 86,9 euro se considerata al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e sui finanziamenti in conto corrente.

I nuovi conto correntisti, ovvero coloro che hanno aperto un nuovo conto corrente nell’ultimo anno, la spesa al netto degli utilizzi a debito è stata pari a 60,5 euro. Nelle stesse condizioni i conti correnti aperti 10 o più anni prima sono costati 99,6 euro.

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In conclusione anche sui conti correnti bancari, per risparmiare, va valutata la possibilità di cambiare, informandosi periodicamente sulle condizioni offerte da altre banche ai nuovi clienti così da ottenere condizioni migliori.

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