Audiovisivo Web e Mobile: prospettive di mercato

di Tullio Matteo Fanti

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Il mercato dei contenuti audiovisivi in Italia potrebbe valere tra 4 anni 10 miliardi di euro. A fare da traino, audio e video distribuiti via Internet e via Mobile

Cresce il business dei contenuti digitali audiovisivi in Italia. Un settore che nel 2014 sarà in grado di generare ricavi per oltre 10 miliardi di euro e che vedrà i comparti dell’Editoria confluire in un unico mercato audiovisivo, caratterizzato dalla possibilità di offrire i contenuti anche attraverso la Rete.

Èquanto emerge da una ricerca e-Media Institute e DLA Piper sugli aspetti economico-normativi del mercato Audiovisivi di Rete, presentata al seminario “Il nuovo mercato degli audiovisivi di rete”.

I quattro classici segmenti del mercato dei contenuti media – TV, Home Video, Servizi video via Internet e Servizi video via Mobile – hanno costituito negli anni 2002-2008 la principale ossatura del mercato italiano dell’Audiovisivo.

La crescente diffusione di connessioni a banda larga fisse e mobili sempre più veloci ha reso via via più agevole la fruizione di contenuti audiovisivi in mobilità, con il risultato di avviare un processo d’integrazione tra questi segmenti.

Si sta quindi progressivamente assistendo alla creazione di ciò che la ricerca definisce un “nuovo mercato degli audiovisivi di Rete“, con un forte sviluppo dei consumi via Internet o Mobile e la creazione di sistemi ibridi che permettono alle offerte broadcast e a quelle broadband di integrarsi.

Saranno proprio questi nuovi contenuti multimediali il traino del settore, con un aumento annuo dei ricavi da oggi al 2014 pari rispettivamente a 65% e 14% per Internet e Mobile, contribuendo a creare un mercato unico dal valore complessivo di 10,3 miliardi di euro.

Nonostante ciò, la “televisione su televisore” non è destinata a perdere il primato, almeno non nei prossimi 5 anni, nel corso dei quali genererà il 94% dei ricavi dell’intero mercato.

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