Riordino Province: approvato Decreto in CdM

di Francesca Vinciarelli

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Approvato in CdM il riordino delle Province previsti dalla Manovra Finanziaria 2011 e dalla Legge di Spending Review: ecco cosa cambierà.

Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto legge contenente “disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane“: il riordino delle Province – ribattezzato «rivoluzione» dal ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e previsto dall’articolo 17 della Manovra Finanziaria 2011 e dal decreto Spending Review visto che con il riordino il Governo punta a dimezzare i costi, risparmiando 40 milioni di euro l’anno – prenderà forma da gennaio 2014.

=> Leggi i criteri per il riordino delle Province

La nuova geografia amministrativa prevede 51 Province con minimo 350mila abitanti ed estensione territoriale non superiore a 2.500 km quadrati. Dunque, addio a 35 Province. Possibili deroghe per Sondrio e Belluno.

Nel novero delle 51 Province sono comprese le nuove Città Metropolitane italiane, che saranno in tutto 10: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria.

La scelta del capoluogo sarà fatta in base alla popolazione o per accordo tra le province in lizza. Nel caso siano più di tre servirà un accordo di maggioranza.

Le giunte provinciali, già dal 2013, saranno ridotte nel numero di assessori e non sono previsti scioglimenti anticipati  tranne che per chi va al voto (Asti, Massa Carrara, Benevento, Foggia) o ha un presidente dimissionario.

Mappa delle Province

  • Abruzzo: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti
  • Basilicata: Potenza-Matera
  • Calabria: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria
  • Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno
  • Emilia Romagna: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini
  • Lazio: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone
  • Liguria: Imperia-Savona, Genova, La Spezia
  • Lombardia: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia
  • Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno
  • Molise: Campobasso-Isernia
  • Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli
  • Puglia: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce
  • Toscana: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno
  • Umbria: Perugia-Terni
  • Veneto: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia.

Le Province saranno Enti di secondo livello, con un proprio Consiglio e presidente, e si occuperanno di pianificazione territoriale, valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, classificazione e gestione delle strade provinciali, regolazione della circolazione stradale, programmazione della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica per le scuole secondarie di secondo grado. Si affida alla legge statale il compito di introdurre il sistema elettorale che trasformerà le Province in Enti di II livello entro fine 2012.

Questo per quanto riguarda le Province ordinarie, il riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale verrà attuato in seguito, «visto che la legge sulla Spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più», ha dichiarato il ministro Patroni Griffi.