PMI in Italia: +17% di start-up innovative

di Francesca Vinciarelli

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L'identikit della start-up innovativa italiana, fotografato da Unioncamere-Infocamere, insieme al forte incremento del +17%.

Crescono in Italia start-up innovative di piccole e medie dimensioni: nel primo trimestre 2015 si è registrato un buon incremento del +16,7%, stando all’ultimo rapporto Unioncamere-Infocamere. Più in particolare a fine marzo 2015 il numero di start-up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese era pari a 3.711 unità, 532 in più rispetto alla fine di dicembre. Le start-up che puntano sulla produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico rappresentano oggi lo 0,25% delle società di capitali italiane (che in totale sono quasi milione e mezzo).

Identikit della start-up innovativa

Oltre la metà delle start-up innovative in Italia non ha più di un dipendente, mentre delle 1.152 con dipendenti la media dei lavoratori per impresa è di 2,63, per un totale di 3.025 persone. Il capitale sociale medio è di circa 52 mila euro a impresa, anche questo in decisa crescita (+7,5%) rispetto al quarto trimestre 2014. La maggior parte delle start-up innovative italiane fornisce servizi alle imprese (soprattutto produzione software e consulenza informatica, 30,2%; attività di ricerca e sviluppo, 16,3%; servizi d’informazione, 8,1%). C’è poi un 18,2% che opera nei settori dell’industria in senso stretto (fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,7%; macchinari, 3,4%; apparecchiature elettriche, 2,3%) ed un 4,1% nel commercio.

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Cresce inoltre la componente giovanile delle start-up innovative, presente in 879 imprese (23,7% del totale, contro il 6,4% delle società di capitali giovanili). Ancora marginale la quota di start-up innovative guidate da donne: 477 (12,9% del totale, contro il 16,4% delle società di capitali). Da segnalare anche una parte di presenza di imprenditori stranieri, pari al 2,4% del totale (88 imprese), contro il 3,9% delle imprese. Però, se si tiene conto delle imprese in cui almeno uno straniero è presente nella compagine societaria e/o nell’organo amministrativo la percentuale sale al 12,9% del totale, superiore rispetto alle società di capitali (10,1%).

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La maggior parte delle start-up innovative è attiva nella regione Lombardia (808 unità, pari al 21,8% del totale), a seguire l’Emilia-Romagna con 451 (12,2%), il Lazio 347 (9,4%), il Veneto 274 (7,4%) e il Piemonte 266 (7,2%). In coda alla classifica, Basilicata con 20, Molise con 16 e Valle d’Aosta con 10 start-up. A livello di città a guidare la classifica è Milano con 533 imprese (14,4% del totale), segue Roma con 302 (8,1%), Torino 201 (5,4%), Bologna 121 (3,3%) e Napoli 109 (2,9%).

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