Mercati, previsioni di incertezza per il 2012

di Barbara Weisz

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Le previsioni degli analisti per il 2012 su mercati azionari, valute e andamenti economici: ecco cosa ci attende.

Prudenza sui mercati: il 2011 è finito all’insegna della negatività e il 2012, almeno nella fase iniziale, continuerà a essere caratterizzato da una notevole volatilità (del resto, l’andamento borsistico di questo inizio anno lo sta già dimostrando). Gli analisti nei loro report relativi al 2012 mettono sempre in guardia sulla difficoltà di fare previsioni in un tale momento di mercato.

Morgan Stanley in un rapporto di inizio anno ha avvertito che il momento è caratterizzato da un‘incertezza maggiore del solito, soprattutto per la crescente importanza che le decisioni del mondo politico e i dati macroeconomici sono destinati ad avere anche sui corsi di borsa.

Swisscanto, una delle principali società svizzere di asset management propone una metafora che descrive efficacemente il momento partendo da un parallelo con la sismologia: «la crisi del credito del 2008 è stata la scossa principale» quindi «vi sono state due forti scosse di assestamento». Risultato: «gli effetti della seconda scossa di assestamento hanno caratterizzato l’intero anno borsistico 2011 e il 2012 ci vedrà impegnati nello sgombero dalle macerie. Riteniamo assolutamente probabile che anche nel 2012 vi sia almeno una forte scossa di assestamento. Piuttosto ridotte invece le probabilità di un nuovo terremoto del secolo, nonostante il sistema bancario in forte difficoltà e l’imminente recessione in Eurolandia».

Per quanto riguarda l’azionario, la strategia di Swisscanto ritiene che ci siano opportunità di acquisto, pur in un panorama che vede previsioni di utili 2012 delle aziende riviste verso il basso. In ottica regionale, gli esperti tengono conto «dell’estrema sottovalutazione delle azioni europee, sovrappesando l’area di un leggero 1,5%, in parte a scapito del Giappone». Quanto all’allocazione settoriale, si prevede un incremento del peso dei bancari a scapito delle materie prime.

Sulle valute, il franco svizzero resta sopravvalutato sulle altre valute e gli analisti si mantengono sovrappesati sulle corona norvegese rispetto a quella elvetica. E ancora, in sostituzione del dollaro canadese, si legge nel report di gennaio «deteniamo ora una nuova posizione di lungo periodo in corone svedesi (SEK) a scapito dello yen giapponese. La SEK è nettamente sottovalutata rispetto al CAD e produce il quarto maggior “carry trade” fra le valute principali».

Fra i punti di svolta, viene individuato l’effetto positivo che le massicce misure per l’iniezione di liquidità decise dalla Bce potrebbero avere: un’alternativa all’acquisto di titoli bancari consiste nell’acquistare credito, puntando «sulla rapida riduzione degli spread che il panico ha portato ad allargare a dismisura».

Quanto alle stime economiche, Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs Asset management, prevede che l’Europa possa riservare ancora brutte sorprese, con un PIL sotto le stime, pur non escludendo sorprese positive. L’esperto ritiene che invece gli Usa possano sorprendere con un rialzo, così come altri paesi come il Brasile e l’India. Continueranno ad incalzare i Bric (Brasile, India Russia e Cina) gli altri quattro paesi in crescita, ovvero Messico, Indonesia, Corea del Sud e Turchia.

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