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Accesso al credito e Pmi: mutui e tassi di interesse nel 2012

di Redazione PMI.it

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Accesso al credito difficile per le imprese: tassi di interesse più alti per prestiti e mutui.

Tempi difficili per l’accesso al credito da parte delle Pmi, la crisi economica sta portando le banche a adottare criteri sempre più rigidi per concedere mutui alle imprese e, in più, questi hanno costi sempre più elevati. Il ribasso sui tassi di interesse praticato dalla Bce non ha infatti influenzato positivamente i tassi sui mutui, anzi questi sono in aumento perchè le banche hanno poca liquidità e concedono prestiti con estrema difficoltà.

Eppure l’aumento dei tassi di interesse e dello spread, causando problemi di accesso al credito e quindi di liquidità per le Pmi le quali non solo non possono investire nella propria crescita ma addirittura faticano a restare in piedi, non fa che alimentare la crisi economica, dando così vita ad un circolo vizioso.

Ma le banche possono decidere i tassi di interesse da applicare solo entro certi limiti. La Banca d’Italia, infatti, stabilisce ogni trimestre quali siano i tassi di interesse massimi, oltrepassati i quali i le banche sono perseguibili per legge con l’accusa di usura (D.L. 13/05/11, n. 70).

Ad esempio per il primo trimestre 2012 è stato stabilito tetto massimo per i prestiti personali, fissato al 19,15% per prestiti fino a 5 mila euro e del 16,95% oltre; per le carte carte di credito revolving del 25,13% per importi fino a 5 mila euro di fido e del 19% oltre; per i mutui ipotecari del 9,85% se a tasso fisso e dell’8,28% se a tasso variabile; per le cessioni del quinto del 20,31% per importi fino a 5 mila euro e del 17,81% oltre.