La Legge di Bilancio 2026 riscrive il perimetro dei bonus edilizi, ampliando l’accesso alle agevolazioni fiscali anche agli immobili oggetto di sanatoria attraverso i grandi condoni edilizi del 1985, del 1994 e del 2003. Una scelta che mira a superare le esclusioni che, negli anni, hanno limitato l’accesso agli incentivi per una parte consistente del patrimonio immobiliare esistente.
Per il resto, conferma il Bonus Ristrutturazioni e l’Ecobonus con le medesime aliquote utilizzate nel 2025 ed archivia definitivamente il Superbonus. Il quadro che emerge è quello di un sistema di incentivi più selettivo, orientato alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con meno misure emergenziali e maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria.
Bonus edilizi anche per gli immobili condonati
La novità principale riguarda l’ammissione ai bonus edilizi degli immobili regolarizzati tramite i condoni edilizi del 1985, 1994 e 2003. La norma chiarisce che la presenza di una sanatoria perfezionata consente l’accesso alle detrazioni, superando interpretazioni restrittive che in passato avevano bloccato interventi su edifici formalmente legittimati ma nati da abusi poi sanati. In questo modo, i proprietari di immobili condonati potranno accedere alle agevolazioni per interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione ed efficientamento energetico, a condizione che siano rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente.
Una scelta che punta a rendere più omogeneo il sistema degli incentivi e a superare le incertezze che negli anni hanno escluso molti fabbricati dal beneficio delle detrazioni.
Ristrutturazioni ed ecobonus: le agevolazioni confermate
La Manovra 2026 conferma le principali misure strutturali sui bonus edilizi, mantenendo in vita le detrazioni più utilizzate. Restano operative:
- le detrazioni per ristrutturazioni edilizie, disciplinate dall’articolo 16-bis del TUIR, con aliquote rimodulate secondo il calendario già previsto;
- l’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, con percentuali differenziate in base alla tipologia di lavori e alle prestazioni conseguite;
- le agevolazioni per interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e al miglioramento delle prestazioni degli edifici esistenti;
- il Bonus Mobili (arredi e grandi elettrodomestici) associato alla detrazione articolo 16-bis del TUIR.
L’impostazione della manovra punta quindi a stabilizzare gli incentivi, riducendo il ricorso a misure straordinarie e privilegiando un quadro più prevedibile per famiglie e imprese.
Addio definitivo al Superbonus
Contestualmente, la Legge di Bilancio 2026 sancisce la fine definitiva del Superbonus. Dopo il progressivo ridimensionamento degli ultimi anni, l’agevolazione non viene più rifinanziata né prorogata, segnando la chiusura di una stagione straordinaria di incentivi ad alta intensità fiscale.
Il legislatore sceglie così di archiviare una misura che ha inciso profondamente sui conti pubblici, spostando l’attenzione su bonus meno generosi ma più sostenibili nel tempo.