L’euro digitale si prepara a diventare la prossima grande evoluzione della moneta unica. Come ha spiegato Alessandro Giovannini, advisor del direttorato Euro digitale della Banca Centrale Europea, si tratterà di “una forma digitale di contante”, con lo stesso valore legale delle banconote e utilizzabile in tutti i Paesi dell’Eurozona.
Il progetto, ormai nella sua fase avanzata di definizione normativa, mira a creare un sistema di pagamento pubblico e sicuro, complementare ai mezzi di pagamento privati oggi dominanti, con la previsione di entrare in circolazione nel 2029.
Euro digitale anche senza conto bancario
L’euro digitale sarà emesso dalla BCE con valore garantito dallo Stato, come l’attuale moneta fisica. Potrà essere utilizzato per pagamenti quotidiani – nei negozi fisici, online o tra privati – anche in modalità offline, attraverso portafogli digitali gestiti da banche o altri intermediari autorizzati.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato offrire uno strumento pubblico e universale, accessibile anche senza conto corrente bancario; dall’altro rafforzare la sovranità monetaria europea in un mercato dei pagamenti sempre più dominato da operatori extra-UE. Secondo i dati più recenti della BCE, infatti, oltre il 64% delle transazioni digitali in Europa passa oggi attraverso circuiti di società non europee, come Visa, Mastercard, PayPal e Apple Pay.
L’euro digitale non sarà un concorrente diretto dei sistemi privati ma un’infrastruttura pubblica che potrà integrarsi con le soluzioni già esistenti. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire un ecosistema dei pagamenti europeo equilibrato e competitivo, in cui i cittadini abbiano la libertà di scegliere tra strumenti pubblici e privati, senza dipendere da piattaforme estere.
Entrata in vigore a tappe
Dopo la conclusione della fase di indagine nel 2023, la BCE è ora impegnata nella fase di preparazione, che durerà fino al 2026. In questo periodo saranno definiti gli aspetti tecnici e regolamentari, inclusi i modelli di distribuzione e le norme di tutela dei dati personali. Il Regolamento europeo sull’euro digitale è attualmente in discussione presso il Consiglio e il Parlamento UE, e potrebbe essere approvato entro la fine del 2025, aprendo la strada ai primi progetti pilota.
La BCE ha già chiarito che l’euro digitale non sarà uno strumento di investimento ma un mezzo di pagamento sicuro, gratuito e privo di rischi di insolvenza. Gli utenti potranno detenere una somma limitata di euro digitali – le ipotesi più accreditate parlano di massimali tra 3.000 e 5.000 euro – per evitare effetti distorsivi sui depositi bancari tradizionali.
Impatto sui cittadini e sulle imprese
Per i cittadini, l’euro digitale rappresenterà un’alternativa ai pagamenti tramite carta o app, con garanzia di accessibilità e privacy. Sarà possibile effettuare pagamenti anche senza connessione internet, attraverso una funzione “offline” basata su dispositivi sicuri. Per le imprese, l’adozione di un’infrastruttura pubblica interoperabile potrà ridurre i costi delle commissioni e facilitare le transazioni transfrontaliere nell’area euro.
Secondo le stime della Commissione Europea, un’infrastruttura digitale europea comune potrebbe generare risparmi fino a 10 miliardi di euro l’anno per consumatori e aziende, aumentando la resilienza del sistema dei pagamenti e la competitività del mercato interno.
Verso un nuovo equilibrio dei pagamenti
La BCE si prepara dunque a bilanciare innovazione, sovranità digitale e stabilità finanziaria. L’euro digitale non sostituirà il contante – che continuerà a circolare – ma costituirà il suo equivalente elettronico, utilizzabile in ogni contesto. Se da un lato i grandi operatori internazionali continueranno a dominare parte del mercato, dall’altro l’Europa punta a dotarsi di un’infrastruttura pubblica moderna, capace di garantire autonomia strategica e fiducia ai cittadini.