A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, per le famiglie si rinnova il consueto scontro con il rincaro dei libri scolastici, accresciutosi del 13% nell’arco di dieci anni. Il mercato è oggi dominato da quattro gruppi (Mondadori, Zanichelli, Sanoma, La Scuola) che ne coprono quasi l’80%.
Secondo il rapporto preliminare dell’Antitrust – pubblicato a luglio, con le prime evidenze emerse dall’indagine conoscitiva sull’editoria di settore avviata lo scorso settembre ed ancora in corso – la spesa per ogni studente varia oggi dai 580 euro l’anno per la secondaria di primo grado ai 1.250 euro annui per le scuole superiori.
Sotto la lente c’è ad esempio l’elevata incidenza delle nuove adozioni di produzioni già esistenti: riguardano il 10% dei libri scolastici ogni anno ma si sale ma si sale fino al 35% per i testi del primo anno di scuola media o superiore. Con conseguenti rincari di spesa per l’impossibilità di ricorrere al mercato dell’usato.
L’indagine ha evidenziato anche difficoltà di approvvigionamento e di distribuzione.
E a nulla sono servite, a quanto pare, le riforme varate per stabilire soglie di spesa specifici per limitare i costi a carico delle famiglie, anche in materia di adozione dei testi digitali (poco usati rispetto al cartaceo).
Da parte dell’AGCM c’è dunque la volontà di proseguire l’indagine conoscitiva in merito al costo di libri, pubblicazioni e ausili destinati a studenti e a docenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, prorogata al 31 dicembre 2025 e rivolta agli editori ed agli operatori coinvolti in questo segmento di mercato.