Tratto dallo speciale:

Stop ai bonus edilizi: SOS evasione fiscale

di Teresa Barone

17 Luglio 2025 10:33

logo PMI+ logo PMI+
Il ridimensionamento dei bonus edilizi rischia di impattare negativamente sul fenomeno dell’evasione fiscale: le stime della CNA.

Con il ridimensionamento dei bonus edilizi deciso dal Governo con la Legge di Bilancio 2025 aumenta il rischio di evasione fiscale, percepita come una strategia di risparmio volta a compensare il taglio delle agevolazioni per le ristrutturazioni e per gli interventi energetici.

Dal momento che i lavori in nero producono una convenienza economica maggiore rispetto allo sconto fiscale (tanto per i clienti finali quanto per le ditte), c’è il serio rischio che si torni negli anni bui del sommerso.

Come sottolinea la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, nei primi quattro mesi del 2025 le spese agevolate hanno subito un calo del 16%, passando da 11,5 a 9,6 miliardi e segnando un trend negativo per quanto riguarda il rischio di alimentare l’evasione fiscale. Secondo Claudio Carpentieri, responsabile politiche fiscali di CNA, intervistato dal Sole 24 Ore:

nel 2011, con una detrazione al 36%, la spesa per lavori edili era di circa 16,7 miliardi. Con l’aumento delle agevolazioni fino al 110%, siamo arrivati a oltre 100 miliardi. Ora si torna indietro.

In base alle statistiche del dipartimento delle Finanze, ad essere coinvolte nella riduzione dei bonus edilizi sono circa 10 milioni di immobili, tra seconde case e abitazioni non principali, spesso date in comodato o in affitto. Secondo le stime CNA, con questo quadro si torna ai livelli di investimento nel settore edile analoghi a quelli del 2011. Un duro colpo anche per le imprese di costruzioni, già penalizzate dalla fine del Superbonus.

Per le prime case (attuali o adibite come tali entro la fine dei lavori) e relative pertinenze (abitate dal proprietario o adibite a dimora abituale di un familiare del contribuente  tra coniuge, parente entro il terzo grado e affini entro il secondo), la detrazione IRPEF resta al 50% solo per le spese sostenute nel 2025 e scende al 36% per quelle affrontate negli anni 2026 e 2027. Per le altre abitazioni, il decalage è rispettivamente pari al 35% e al 30%.

Inoltre, dal 2025 scompare il bonus caldaie: da quest’anno non è più previsto lo sconto fiscale per la sostituzione di impianti di riscaldamento invernale con caldaie a condensazione e con generatori d’aria calda a condensazione, se alimentati a combustibili fossili.