Dal 10 gennaio 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo 212/2025, con cui l’Italia ha recepito la direttiva europea sul credito al consumo. Il nuovo impianto normativo interviene su più livelli: amplia il perimetro delle operazioni soggette alle regole di tutela, rafforza gli obblighi informativi, ridefinisce i criteri di valutazione del merito creditizio e introduce garanzie specifiche nei processi automatizzati.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la protezione del consumatore, soprattutto nelle fasi più delicate del rapporto di credito: dalla pubblicità alla sottoscrizione del contratto, fino alla gestione del rimborso e del recesso.
- Credito al consumo: perimetro esteso fino a 100 mila euro
- Pubblicità e contratti: obblighi informativi più stringenti
- Valutazione del merito creditizio e tutela dal sovraindebitamento
- Processi automatizzati e diritto all’intervento umano
- Recesso e rimborso anticipato: diritti rafforzati
- Un cambio di impostazione nel rapporto tra credito e consumatore
Credito al consumo: perimetro esteso fino a 100 mila euro
Una delle novità più rilevanti riguarda l’ampliamento della definizione di credito al consumo. Il nuovo quadro normativo ricomprende ora anche i finanziamenti di importo fino a 100.000 euro, superando il precedente limite massimo di 75.000 euro.
Restano invece esclusi dal perimetro del credito al consumo:
- i finanziamenti che non prevedono il pagamento di interessi;
- le operazioni che comportano solo commissioni di importo non significativo.
Vengono però ricondotte nella disciplina alcune fattispecie prima marginali, come:
- i prestiti senza interessi concessi dal datore di lavoro a dipendenti o collaboratori;
- le dilazioni di pagamento fino a 50 giorni offerte da venditori di beni o servizi, se strutturate come vere e proprie forme di credito.
Pubblicità e contratti: obblighi informativi più stringenti
Il decreto rafforza in modo significativo gli obblighi di trasparenza informativa. Gli annunci pubblicitari relativi al credito al consumo devono essere chiari, corretti e non ingannevoli, evitando qualunque formulazione che possa generare aspettative irrealistiche sulla facilità di accesso al credito, sul costo complessivo o sull’importo effettivamente dovuto.
Le informazioni precontrattuali devono essere fornite in tempo utile, prima che il consumatore sia vincolato da un contratto o da un’offerta, anche quando la comunicazione avviene a distanza. Su richiesta, il finanziatore è tenuto a fornire la documentazione anche in formato cartaceo.
È inoltre espressamente vietata la concessione di credito non richiesta o priva di un consenso esplicito del consumatore.
Valutazione del merito creditizio e tutela dal sovraindebitamento
La valutazione del merito creditizio assume un ruolo centrale nella nuova disciplina. Il finanziatore deve effettuare un’analisi approfondita e proporzionata alla tipologia di credito richiesto, anche nell’interesse del consumatore, al fine di prevenire situazioni di sovraindebitamento.
Il decreto introduce criteri tecnici più puntuali, calibrati sulla natura e sulla durata del finanziamento, superando valutazioni standardizzate o meramente formali.
Processi automatizzati e diritto all’intervento umano
Una delle innovazioni più significative riguarda l’utilizzo di processi automatizzati, inclusi quelli basati su sistemi di intelligenza artificiale, nella valutazione del credito.
Quando il merito creditizio viene determinato, anche solo in parte, mediante strumenti automatizzati, il consumatore ha il diritto di:
- ottenere informazioni chiare sui criteri utilizzati;
- esprimere osservazioni sulla valutazione;
- richiedere un riesame con intervento umano.
Recesso e rimborso anticipato: diritti rafforzati
In assenza di informazioni contrattuali conformi alle nuove regole, il diritto di recesso non decade nei termini ordinari ma resta esercitabile fino a 12 mesi e 14 giorni dalla conclusione del contratto.
Vengono inoltre rafforzate le tutele in caso di rimborso anticipato del finanziamento. Il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, calcolata in modo proporzionale alla durata residua del contratto e comprensiva di tutte le voci di costo.
Un cambio di impostazione nel rapporto tra credito e consumatore
Il decreto legislativo 212/2025 segna un passaggio rilevante nel modo in cui il credito al consumo viene regolato, spostando l’attenzione dalla sola accessibilità del prestito alla sostenibilità del debito e alla qualità delle informazioni fornite.
Per i consumatori, le nuove regole rafforzano gli strumenti di tutela e di controllo; per gli operatori, impongono una revisione dei processi interni, soprattutto nei modelli di valutazione automatizzata e nella comunicazione commerciale.