La guerra brucia la ripartenza, stime UE al ribasso per l’Italia

di Redazione PMI.it

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Revisione al ribasso per il PIL in Europa, Italia in particolare: inflazione e guerra frenano la ripartenza post-Covid, numeri e previsioni UE 2022.

Prima della guerra in Ucraina le previsioni UE sulla crescita e l’economia 2022 erano all’insegna di una ripresa robusta e duratura: in pochi mesi il quadro è completamente cambiato, fra tensioni sui prezzi delle materie prime e dell’energia, interruzione delle catene di fornitura, incertezza economica in senso ampio. Il risultato è che la Commissione Europea, nelle previsioni di primavera abbassa le stime di crescita: il PIL 2022 è visto al 2,7% contro il precedente +4% e la previsione 2023 è pari al 2,3% dal precedente 2,7%.

Stime UE su PIL e inflazione

L’elemento che maggiormente incide sulle Spring 2022 Economic Forecast è rappresentato dai prezzi delle materie prime energetiche, che erano già in tensione prima dell’invasione russa a causa della ripresa della domanda post Covid, e ora soffrono anche del nuovo clima di incertezza, oltre che delle concrete difficoltà sugli approvvigionamenti e dell’impatto delle sanzioni contro la Russia.

Di contro continuano a scendere deficit e debito, il mercato del lavoro si rafforza e «i piani di ripresa nazionali forniranno un sostegno essenziale alla forza della nostra economia», sottolinea Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea.

Tensioni anche in ambito inflazione con un +6,1% nel 2022, poi nel 2023 l’indice dei prezzi scende al 2,7%. Su questo fronte, si attende un picco del 6,9% nel secondo trimestre di quest’anno, poi una diminuzione graduale.

PIL Italia: numeri e trend 2022- 2023

La stima al ribasso sul PIL per l’Italia è più marcata rispetto a quella comunitaria: +2,4 nel 2022 e 1,9% l’anno prossimo, dai precedenti 4,1 e 2,3%.

  • Deficit 2022 al 5,5% del PIL, in calo al 4,3% nel 2023 (rispetto al 7,2% del 2021).
  • Debito dal 150,8% al 147,9% per chiudere il periodo al 146,8% del PIL.
  • Inflazione in linea con l’Europa, vista al 5,9% quest’anno e al 2,3% l’anno prossimo.

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Sulle prospettive dell’Italia, pesa in particolare il fatto di essere fra i maggiori importatori di gas russo. Si attende un impatto positivo dalla ripresa del turismo post Covid, che però difficilmente tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2023.

Per il Commissario UE agli affari economici, Paolo Gentiloni, l’Italia ha spazio di manovra in termini di bilancio ma «collegando le misure di sostegno a nuove fonti di entrata». Sul Patto di Stabilità si decide intanto la settimana prossima, con l’auspicio che arrivi la sospensione delle regole di bilancio invocata dal premier Mario Draghi.