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Digitale e Innovazione: cosa cambia con il Recovery Plan

di Redazione PMI.it

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Il Recovery Plan è articolato in 6 Missioni: vediamo cosa prevede la prima in termini di digitalizzazione, innovazione e competitività.

La Missione 1 del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR), denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” è costituita da tre componenti e si pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel sistema produttivo, investendo peraltro in due settori strategici per l’Italia quali turismo e cultura. Tra i punti chiave della Missione 1 c’è anche figura il Piano Transizione 4.0.

=> Recovery Plan per digitalizzare la PA: sfide e soluzioni

PNRR: cosa cambia per digitalizzazione e innovazione

L’obiettivo del Recovery Plan è di affrontare la crisi generata dalla pandemia da Coronavirus, andando a risollevare il Paese e dandogli nuovo slancio competitivo con tre priorità trasversali: donne, giovani e Sud. Sulla transizione digitale l’UE ha imposto che i PNRR dei singoli Paesi destinassero almeno il 20% della spesa complessiva per investimenti e riforme, comprendendo:

  • razionalizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e sviluppo dei servizi pubblici digitali;
  • miglioramento della connettività, anche tramite un’ampia diffusione di reti di telecomunicazione (TLC) ad altissima capacità con costi sostenibili per gli utenti devono essere sostenibili e un aumento della velocità di lancio della rete;
  • il sostegno a ricerca e sviluppo nelle TLC;
  • l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, in particolare delle piccole e medie;
  • il miglioramento delle competenze digitali e della capacità di accesso a strumenti e servizi digitali di cittadini e lavoratori con focus particolare per i gruppi socialmente più deboli.

Il PNRR potrebbe rappresentare la spinta decisiva per l’Italia per fare un passo in avanti in termini di digitalizzazione, che oggi ci vede in ritardo, nonostante i recenti miglioramenti, rispetto al resto d’Europa. In quanto ad adozione digitale e innovazione tecnologica figuriamo infatti in 24esima posizione fra i 27 Stati membri dell’UE . Il piano del Governo Draghi è di usare 49,2 miliardi, di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo per portare l’Italia ad essere uno dei primi Paesi UE raggiungere gli obiettivi del “2030 Digital Compass” della Commissione Europea nella Comunicazione per creare una società completamente digitale.

Obiettivi della Missione 1 del PNRR

  • Digitalizzare la Pubblica amministrazione con interventi tecnologici ad ampio spettro, ad esempio facilitando la migrazione al cloud, e incisive riforme strutturali;
  • abilitare gli interventi di riforma della PA con investimenti in competenze e innovazione, promozione del merito e semplificazione dei procedimenti amministrativi, riduzione di tempi e costi;
  • sostenere gli interventi di riforma della Giustizia attraverso investimenti nella digitalizzazione e nella gestione del carico pregresso di cause civili e penali;
  • sostenere la transizione digitale, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, con particolare attenzione alle PMI, alle filiere produttive e alle competenze tecnologiche e digitali. Sono previsti incentivi agli investimenti in tecnologie all’avanguardia, in ricerca, sviluppo e innovazione, e in competenze digitali e manageriali con il nuovo piano per la Transizione 4.0;
  • dotare tutto il territorio nazionale di connettività ad alte prestazioni (Fibra, FWA, 5G8), adattando il quadro normativo in modo da facilitarne l’implementazione;
  • investire in infrastrutture satellitari per il monitoraggio digitale a tutela del territorio e ingenerale nell’economia dello spazio e nelle tecnologie emergenti;
  • rilanciare i settori turismo e cultura quali settori strategici per il Paese, con investimenti orientati alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale e interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive. Si punta anche a rafforzare l’istruzione professionale, in particolare il sistema di formazione professionale terziaria (ITS) e l’istruzione STEM, con una forte priorità sulla parità di genere.

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