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Consumi: come cambiano ai tempi del Coronavirus

di Redazione PMI.it

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Preoccupazioni e nuove abitudini di acquisto influenzano le spese natalizie degli italiani ai tempi del Covid, aprendo nuove sfide per il retail italiano.

L’emergenza Coronavirus ha modificato le abitudini degli italiani da tantissimi punti di vista, non ultimo quello dei consumi. Un cambiamento che si fa sentire soprattutto in questo periodo di spese natalizie, che diventano più “prudenti”. Ad analizzare preoccupazioni e nuove abitudini di spesa degli italiani ai tempi della pandemia è stato l’Osservatorio Deloitte Global State of Consumer Tracker. Vediamo dunque quale è l’ultimo andamento dei consumi evidenziato dalla ricerca e i trend correlati.

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Le spese natalizie 2020

La seconda ondata di contagi in Italia ha causato un ritorno dell’ansia degli italiani, raggiungendo un picco del 43%, lo stesso livello raggiunto durante aprile 2020. Raggiunge i livelli del lockdown di primavera anche la percentuale di adulti italiani preoccupati di non riuscire ad effettuare i pagamenti imminenti (31%). Ancora più preoccupati sembrano essere i giovani consumatori della fascia d’età 18-34 che superano la media con il 38%.

Ad incidere sono soprattutto le crescenti preoccupazioni finanziarie (47%) e timori di disordini sociali (38%). Il 40% degli italiani è preoccupato per il proprio posto di lavoro, il 42% teme che i propri risparmi non siano sufficienti a far fronte alle proprie esigenze economiche nei prossimi mesi.

La conseguenza più diretta è che è diminuita la propensione all’acquisto di beni discrezionali, mentre rimane costante per i beni di prima necessità (cibo, medicine e prodotti per la casa). In più:

  • quasi l’80% dei consumatori ridurrà la propria spesa per il periodo di Natale;
  • il 20% dei consumatori attenderà i saldi di gennaio 2021 per effettuare spese di Natale;
  • tra chi effettuerà le spese di Natale, il 32% cercherà di approfittare delle offerte del periodo;
  • per queste festività gli italiani si aspettano di spendere circa €255 a famiglia (-48% su base annua), soprattutto i consumatori con reddito medio (52%) che applicheranno tagli alla spesa di questo periodo a causa di un deterioramento della propria condizione economica;
  • l’11% dichiara che quest’anno non comprerà alcun regalo, il doppio rispetto all’anno scorso. Il 58% degli over 55 e il 35% dei 35-54 sono tra coloro che si asterranno.

Sul fronte delle feste natalizie, la maggioranza degli italiani rimane orientata a celebrare i festeggiamenti natalizi, seppur in maniera diversa, e sono soprattutto i giovani i più desiderosi a non rinunciare allo scambio dei doni, con una spesa media di 220 euro.

Per gli acquisti di Natale:

  • il 50% si concentrerà sui regali;
  • il 45% su acquisti di cibo e bevande (con una spesa media inferiore rispetto al 2019 rispettivamente del -19% e del -32%);
  • per i regali ci si orienta soprattutto su categorie di prodotto poco esperienziali quali abbigliamento e accessori (43%), cosmetici e profumi (35%) e cibo e bevande gourmet (33%). Gli articoli non da regalo, come i mobili per la casa e le decorazioni hanno visto uno dei maggiori miglioramenti rispetto agli anni passati, ulteriore segno della riscoperta dell’ambiente domestico in questi ultimi mesi;
  • il 38% degli over 55 acquisterà prodotti di enogastronomia come regalo per questo Natale, mentre il 55% dei giovani 18-34 dimostra una marcata preferenza per l’abbigliamento e gli accessori, anche di lusso (10%).
Ci sarà sicuramente una predisposizione marcata alla ricerca di prodotti local e Made in Italy, in supporto alle realtà locali e alle eccellenze del nostro Paese.

Segnala Patrizia Arienti, Consumer Industry Leader, Partner Deloitte.

In generale, a fronte del perdurare dell’emergenza sanitaria:

  • il 77% degli italiani trascorrerà più tempo in casa;
  • il 68% limiterà gli incontri sociali;
  • il 64% ridurrà la spesa;
  • il 62% limiterà i viaggi.
Il cambiamento del comportamento dei consumatori si traduce in numerose sfide per il retail italiano, in primis quella relativa all’integrazione dei canali e alla conseguente gestione della logistica e della distribuzione, fondamentali per essere capaci di rispondere alle crescenti aspettative verso l’online e soddisfare le nuove esigenze dei consumatori.

Sottolinea Arienti.

=> E-commerce: fidelizzare i clienti, online e offline

Oggi i retailer si devono concentrare sull’omnichannel e hanno la necessità di offrire prodotti rilevanti ovunque, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento.

I consumatori connessi interagiscono fisicamente e digitalmente allo stesso tempo. Le distinzioni tra i canali scompaiono. Ed è proprio la necessità dei clienti di interagire, ovunque e ogni volta che lo desiderano che sta guidando l’innovazione in questo settore. Nuovi modelli di business stanno nascendo in questi mesi per far fronte ad esigenze sempre più ricercate in ottica di convenience e flessibilità.

Aggiunge Enrico Cosio, Retail, Wholesale and Distribution Sector Leader, Partner Deloitte.

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Secondo la ricerca Deloitte:

  • circa la metà degli adulti italiani si sente sicura ad andare in negozio, un notevole miglioramento rispetto al minimo del 28% registrato in aprile;
  • ritornare in ufficio è considerato sicuro dal 40% degli italiani;
  • frequentare a ristoranti e bar è sicuro per il 35%;
  • solo il 21% ritiene sicuro volare;
  • appena il 15% ritiene sicura la partecipazione a eventi dal vivo.

Per quanto riguarda le abitudini d’acquisto:

  • il 32% degli intervistati cercherà soluzioni che consentano maggiore comodità e flessibilità, come acquistare online e ritirare in negozio;
  • per il 25% dei consumatori si tratta di un modo per supportare i negozi locali nei periodi di blocco (+7% rispetto a ottobre e novembre);
  • il 62% degli italiani intervistati ha dichiarato di considerare i negozi fisici come la principale meta per lo shopping natalizio;
  • il 38% dei consumatori sembra prediligere l’online;
  • i negozi tradizionali mantengono il primo posto come format di punta (26%), mentre i grandi magazzini (10%) e gli ipermercati (8%) vedono la propria popolarità ridotta;
  • nell’online sono i pure player come Amazon che ottengono la maggioranza delle preferenze (21%);
  • le categorie più acquistate online, seguendo un trend confermato anche dalle rilevazioni degli scorsi mesi, sono l’elettronica e tecnologia (56%).

Lo shopping in-store è considerato migliore per le categorie di prodotto più discrezionali che richiedono maggiore attenzione nella selezione e anche un servizio di consulenza, come:

  • enogastronomia (84%);
  • personal luxury goods (75%);
  • home décor e mobili (72%).