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Riforma Lavoro Renzi: Jobs Act verso la fiducia

di Barbara Weisz

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Riforma Lavoro: Renzi incontra sindacati e imprese su Jobs Act e Legge di Stabilità con nuove proposte, ma intanto si prepara a porre la fiducia al Senato sul Ddl Lavoro.

Riforma del Lavoro Renzi verso la fiducia al Senato con testo blindato: il Ddl Delega, cuore del Jobs Act, è stato al centro di due rapidissimi incontri con le parti sociali, di cui il Presidente del Consiglio ha ascoltato le istanze senza tuttavia deviare dal cammino già annunciato. L’Esecutivo pone la questione di fiducia per il voto dell’8 ottobre, stesso giorno in cui a Milano si tiene il vertice europeo sul lavoro. Renzi non torna dunque indietro e non teme sorprese dalla minoranza del PD:

«sono convinto che sia naturale che tutte le senatrici e i senatori votino la fiducia come è sempre accaduto, per cui non temo agguati. Ove ci fossero, li affronteremo».

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Nuova proposta

Il primo incontro con sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e imprese (Confindustria, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative), nella ormai famosa Sala Verde si Palazzo Chigi, ha avuto come oggetto la nuova proposta di Ddl, che in parte torna indietro sulla questione dell’Articolo 18: mentre il testo approvato in Commissione Lavoro prevede la completa eliminazione dell’obbligo di reintegro –  sostituendolo con indennità economiche crescenti in base all’anzianità aziendale, per tutti i licenziamenti esclusi quelli discriminatori – la nuova versione mantiene il reintegro anche per i licenziamenti disciplinari.

=> Riforma Lavoro Renzi: spiragli sull’Articolo 18

Per il resto, i cardini del Ddl restano quelli noti: riordino contratti, risorse agli ammortizzatori sociali, nuova rappresentanza sindacale, salario minimosemplificazioni normative, apertura a demansionamento e controllo a distanza dei lavoratori. 

Reazioni

Mentre gli imprenditori mantengono una posizione attendista e si concentrano sul no all’ipotesi di anticipo TFR in busta paga, ribadito negli incontri della mattinata, i sindacati si ritrovano su posizioni diverse. La CGIL conferma la manifestazione del 25 ottobre, la CISL insiste sul fatto che il nuovo contratto a tutele crescenti debba «assorbire tutte le forme di precariato che abbiamo nel Paese», la UIL apprezza la disponibilità al confronto. Prossimo appuntamento fra governo e parti sociali, 27 ottobre.

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