Pmi: la burocrazia costa fino a 7mila euro l’anno

di Alessandro Vinciarelli

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Per le piccole e medie imprese italiane la burocrazia pesa in media 7.000 euro in consulenti, con 33 giorni impiegati nel disbrigo delle pratiche e incidenza sul fatturato del 6,9%

Che la burocrazia costituisca per le imprese italiane un peso quasi insormontabile è ormai cosa nota. Lo conferma il rapporto nazionale 2009 “La soddisfazione delle piccole e micro imprese nei confronti della pubblica amministrazione” elaborato da Promo P.a. Fondazione in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano.

Le pratiche per i versamenti e le tasse, la gestione del personale, la tutela ambientale e i vari obblighi normativi ha un costo medio annuo di 6.469 euro spesi in consulenza.

In Italia, gli impiegati aziendali occupano 31 giorni (30,9) l’anno nel disbrigo delle pratiche legate alla burocrazia, con picchi di 33 giorni a Milano, che risulta la città con i più alti costi per la burocrazia (7.000 euro).

Gravosa l’incidenza sul fatturato: 6,9% di media nazionale. Su una scala da 0 a 10 le pratiche fiscali pesano 7,9. La gestione del personale pesa 5,6 e la tutela ambientale pesa 4,7.

Il rapporto rivela anche che a capeggiare il ranking della competitività, vista come attitudine del territorio amministrato a supportare il business delle piccole e micro imprese sono Piemont, Valle d’Aosta, Liguria e provincia di Milano che, in quanto a competitività, si colloca al 3° posto in Italia.

La Camera di Commercio di Milano ha organizzato per domani un incontro intitolato “Legislazione ambientale e semplificazione normativa” proprio per parlare proprio della burocrazia e dei suoi costi, in particolare in materia ambientale.

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