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Investimenti esteri: serve uniformità di regole

di Noemi Ricci

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Per essere competitive all'estero le imprese italiane hanno bisogno di un'adeguata formazione e di regole uniformi: priorità del Ministero degli Esteri per vavorire l'internazionaliazzazione

Servono regole uniformi per gli investimenti delle imprese, che siano effettuati in Italia o all’estero. Questo in sostanza il parere del Ministero degli Affari Esteri, che cerca di rispondere alle esigenze manifestate dalle aziende con un rinnovato impegno in termini di strategie di internazionalizzazione.

Servono infatti nuove modalità per gli investimenti diretti esteri e nella catena di sub-forniture, più vicine a quelle cui sono abituati in patria.

Soprattutto, è necessario promuovere la cultura della conoscenza come strumento di competitività, sviluppando e diffondendo al contempo quella della Responsabilità Sociale d’Impresa.

Per competere con la concorrenza estera, senza sacrificare i diritti dei lavoratori, è infatti fondamentale che gli imprenditori sappiano destreggiarsi anche nelle discipline più tecniche e complesse.

Questo quanto dichiarato dal Ministro Franco Frattini ha inviato un intervento scritto, letto alla cerimonia di inaugurazione del corso per giuslavoristi in diritto internazionale ed europeo del lavoro a Roma.

Un’iniziativa promossa dall’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e dall’UAE (Unione Avvocati Europei), per valorizzare la formazione delle risorse umane in quanto investimento cruciale per la crescita dell’economia italiana.

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