Le imprese guardano all’economia con ottimismo

di Marianna Di Iorio

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Secondo un'indagine del Sole 24 ore in collaborazione con Banca d'Italia, le imprese sono ottimiste e attendono una forte ripresa economica

Le condizioni economiche del nostro Paese, quelle generali e quelle dei settori imprenditoriali, stanno migliorando e sono destinate a migliorare ancora.

Si tratta questo di un risultato a cui è giunta l’“Indagine Il Sole 24 Ore-Banca d’Italia sulle aspettative di inflazione e crescita”, resa nota lo scorso venerdì e condotta su un campione casuale di 459 imprese (247 operanti nell’industria e 212 nei servizi) con almeno 50 addetti, attraverso interviste realizzate tra il 2 e il 30 marzo 2007.

Per quanto riguarda la valutazione sulla situazione economica generale, il 41,7% delle imprese ritiene che tale situazione sia migliorata rispetto a tre mesi fa, mentre il 48,3% la considera invariata e il 10,1% peggiorata. La valutazione positiva è più elevata per le imprese del Nord Ovest e per quelle di grandi dimensioni (rispettivamente per il 45,5% e il 44,2%). I giudizi negativi sono, invece, maggiori nel Mezzogiorno (con il 16,1%).

Se si considerano le condizioni economiche in cui operano le imprese, il 66,2% prevede che nei prossimi tre mesi non ci sarà nessuna variazione, mentre il 23,9% si aspetta segnali positivi e il 9,8% prevede un peggioramento.

Lo studio ha analizzato anche le condizioni necessarie per consentire alle imprese di investire. In questo caso, il 63,5% degli intervistati ha dichiarato che le condizioni per investire sono rimaste invariate rispetto a tre mesi fa, mentre i giudizi positivi sono più frequenti di quelli negativi (20,7% e 15,8%). I maggiori segnali di peggioramento provengono dalle imprese del Nord Est.

Infine, considerando la dinamica dell’occupazione, le previsioni di incremento da qui a tre mesi superano quelle di riduzione (35,1% contro il 18,4%). Le imprese dei servizi e quelle del Nord Est sono più orientate alla crescita degli occupati.

Rispetto alla rilevazione effettuata a dicembre, dunque, le imprese dimostrano un maggiore ottimismo e considerano di passaggio l’arresto registrato nella produzione industriale.