Manager nelle PMI: Premio Eccellenza 2013

di Teresa Barone

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Le aziende e i manager vincitori della settima edizione del Premio Eccellenza 2013, promosso da Manageritalia, CFMT e Confcommercio.

Si è svolta a Milano lo scorso 8 novembre la cerimonia finale del Premio Eccellenza 2013, il riconoscimento promosso da Manageritalia, CFMT e Confcommercio per valorizzare l’attività di alcune realtà aziendali italiane ma anche l’impegno e il lavoro dei manager protagonisti del successo di imprese nazionali anche di piccola dimensione. Sono cinque i manager ritenuti idonei per ricevere l’ambito premio (nato nel 2000 e giunto alla settima edizione), selezionati da una giuria sulla base dei 35mila candidati segnalati da Manageritalia e Confcommercio, ciascuno leader in una specifica categoria.
Se tra le aziende premiate figurano nomi noti come Conad, oltre a Serigroup, Van Ameyde Italia, PwC e F.lli Abbascià, la rosa dei manager insigniti del riconoscimento si caratterizza per la netta predominanza di eccellenze al femminile: le cinquantenni Carolina Botti, Direttore Centrale Arcus (Società per lo Sviluppo di arte, cultura e spettacolo) e Concetta Galante, Amministratore Delegato Intoo, la settantasettenne Nidia Cernecca, ex dirigente di Stanhome e promotrice del Processo delle Foibe, la quarantaseienne Giovanna Manzi, Chief executive officer Best Western Italia. Solo un nome maschile tra i vincitori, il trentacinquenne Daniele Di Fausto, General manager Efm. Guido Carella, presidente Manageritalia, sottolinea le finalità del premio mettendo in evidenza l’importante ruolo svolto dai manager nel rilanciare le imprese penalizzate dalla crisi: «I dirigenti, in un paese povero di managerialità come il nostro, assumono un ruolo ancora più centrale per la ripresa e devono dare quel qualcosa in più che ci permetta di fare il salto di qualità, di andare verso una crescita e uno sviluppo duraturi. Quest’anno il premio per i manager è rosa (sono premiate quattro donne) e giovane (perché l’uomo ha 35 anni e tre delle donne meno di 50).  Manager che hanno applicato la loro competenza ai campi più disparati e in Italia carenti di managerialità (hotellerie e turismo, servizi innovativi per il lavoro, il real estate e arte, cultura e spettacolo) che stanno andando oltre la crisi con innovazione, integrazione di aziende, persone ed esperienze, lettura e penetrazione nei mercati esteri, sviluppo di nuovi approcci alle esigenze dei clienti ecc. Insomma, è sul binomio managerialità-imprenditorialità che dobbiamo puntare.»