Toscana: 11 milioni per le Pmi in crisi

di Tullio Matteo Fanti

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Dalla Regione Toscana un rifinanziamento da 11 milioni di euro del fondo di garanzia per le Pmi al fine di dare liquidità alle attività in crisi e un intervento a garanzia delle imprese femminili

Rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi con 11 milioni di euro, provvedimenti per le garanzia sulle cambiali agrarie delle imprese del settore e fondo di partecipazione al capitale per il rilancio di impresa: è quanto annunciato ieri a Firenze dal presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e dai rappresentanti di banche e fondazioni locali.

All’incontro è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento degli accordi in atto con il sistema creditizio toscano, a favore di Pmi e start-up.

Il rifinanziamento del fondo di garanzia – grazie anche alla controgaranzia statale – servirà a dare liquidità alle Pmi toscane in crisi e permetterà di far affluire alle imprese 275 milioni di euro nei prossimi 6-9 mesi, ai quali si andranno ad unire gli oltre 362 milioni di euro già accolti.

Tra le misure annunciate, anche nuovi interventi a garanzia delle imprese femminili, ai quali saranno destinati 780 mila euro in due anni (2009 e 2010).

L’intero portfolio di misure si pone l’ambizioso obiettivo di guardare oltre la crisi, e le garanzie regionali serviranno per favorire la ricapitalizzazione delle aziende (Monte dei Paschi di Siena e Cassa di Risparmio di Firenze hanno già raccolto l’invito mettendo a disposizione 50 milioni di euro ciascuna).

Un occhio di riguardo particolare è stato poi riservato alle micro e piccole imprese rosa, come dicevamo, che avranno garanzie regionali gratuite con copertura fino all’80% del rischio bancario, al fine di “attivare” circa 19 milioni di euro di nuovi finanziamenti.

Per il rilancio di imprese in difficoltà, infine, verranno attivati presso SICI (Sviluppo Imprese Centro Italia), un fondo Fidi Toscana/Banche/Fondazioni bancarie da 65-70 milioni di euro.

Il progetto è quella di aiutare le imprese in difficoltà, ma anche di finanziare nuove idee imprenditoriali che garantiscano la continuità aziendale alle aziende a rischio chiusura, con la costituzione di nuove società che ne rilevino asset preservandone il capitale umano.

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