Crisi economica, Istat: stipendi fermi eccetto in politica

di Alessandro Vinciarelli

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Secondo l’ISTAT gli stipendi 2010 hanno subito lievi o nulle variazioni; crescono solo le retribuzioni dei dipendenti della Presidenza del Consiglio che registrano un +15,2%.

La crisi economica è tuttora in atto e gli stipendi degli italiani sono pressoché immobili. Nel 2010 la crescita è stata praticamente nulla per la maggior parte degli stipendi, con un trend che non supera il +1%.

Gli stipendi dei politici

A dirlo è l’Annuario statistico dell’ISTAT, che oltre alla crisi economica evidenzia tra l’altro una situazione imbarazzante per gli stipendi percepiti dalla Presidenza del Consiglio. Al contrario dei normali cittadini, infatti, l’incremento in busta paga è stata del +15,2%, quasi il dieci per cento se si considera lo stipendio in rapporto alla retribuzione oraria.

Disoccupazione all’8,4%

Un dato non particolarmente confortante per i cittadini, che al contrario si ritrovano con due milioni e centoduemila persone (158 mila in più rispetto al 2009) disoccupate, delle quali il 40% sono giovani di età inferiore ai 30 anni. In generale il tasso di disoccupazione è arrivato all’8,4%, contro il 7,8% del 2009,

Inoltre, soprattutto per il sesso maschile, si evidenzia una riduzione dell’occupazione, soprattutto quella a tempo indeterminato.

I più a rischio sono i giovani laureati, che tra l’altro registrano un tasso di rinuncia all’università significativo. Solo il 22% delle ragazze e il 15% dei ragazzi terminano infatti con successo gli studi.

La crisi dei consumi

Allo stesso tempo anche il fronte dei consumi è in crisi. La spesa media mensile delle famiglie è salita di pochissimo, raggiungendo i 2.453 euro, con un incremento di soli 11 euro rispetto al 2009 e con un potere d’acquisto ulteriormente ridotto dalla crescita dei prezzi (+1,5%).