La “seconda vita” di Second Life: un aiuto per le aziende

di Tullio Matteo Fanti

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Seppure quasi scomparso dalla scena mediatica, SL gode ancora di buona salute e rappresenta a tutt'oggi un valido strumento per le aziende, soprattutto sotto il profilo della formazione

Second Life non è affatto in agonia come si sarebbe portati a supporre: nonostante i riflettori non siano più puntati da tempo sul metaverso di Linden Lab, SL appare in ottima salute, anzi, si è reinventato: oggi anche valido strumento per il lavoro, soprattutto sotto il profilo della formazione aziendale.

Dati alla mano, hanno raggiunto quota 15 milioni gli utenti registrat, con un numero di utenti attivi in aumento del 25% rispetto a settembre 2008. Sono 15.000 i “merchants” che vendono ogni giorno oggetti virtuali agli avatar del metaverso, effettuando transazioni per un valore medio di 1,3 milioni di dollari.

Una popolazione, quindi, ancora affiatata, in continua crescita e che nutre un interesse sempre più vero per la piattaforma virtuale di Linden Lab.

Terminata l’illusione di poter utilizzare il territorio virtuale come facile estensione dei guadagni aziendali, ora Second Life sembra aver trovato la sua vera dimensione: costituire un terreno fertile per le piccole aziende e per iniziative di piccola imprenditorialità.

Si stanno moltiplicando le iniziative, anche italiane, in questo senso, che offrono assistenza per formatori e aziende, registrando un certo successo perchè facili, crossmediali e coinvolgenti più di qualsiasi sistema di formazione a distanza o di videoconferenza».

Il target principale? Come dicevamo, le aziende stesse, soprattutto per quanto concerne le piccole e micro imprese, che partono avvantaggiate sotto aspetti quali l’investimento ridotto per entrare in qusto business.

All’orizzonte, piattaforme 3D da utilizzare per la formazione o per le vendite, completamente indipendenti dal metaverso di Linden Lab. Un grosso passo in avanti, quindi, dal punto di vista economico e della sicurezza dei dati.

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