Tecnostress? Meno hi-tech, più produttività

di Noemi Ricci

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Dal Social Network “Run for tecnostress" arriva l'invito agli operatori Ict stressatati e dipendenti dall'hi-tech: disintossicarsi è necessario per essere produttivi

Da recenti studi è emerso che ben l’80% degli operatori del settore Ict è vittima del cosiddetto tecnostress. Sembrerebbe cioè che essere sempre di corsa, per star dietro ai propri appuntamenti, rimanere schiavi di telefonate ed email renda vittime di ansia, scatti d’ira e stress da eccesso di tecnologie. Senza contare i cali di produttività sempre inb agguato!

Arriva così dal Social Network dei tecnostressati italiani Run for tecnostress – ideato da Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, prima associazione no-profit per la prevenzione delle videodipendenze e sindromi correlate – l’invito a spegnere computer e cellulari.

E proprio dalla tecnologia, causa del “male”, arriva la cura: la funzione del social network è infatti quella di mettere in contatto tra loro i tecnostressati, che possono così organizzare momenti di incontro reale per staccare letteralmente la spina e “disintossicarsi” dall’eccesso di tecnologia.

Presente sul network una sezione video in cui i tecnostressati possono raccontare le proprie esperienze relativamente alla dipendenza da telefonini o pc sempre accesi, oppure alle situazione di rabbia e tensione derivanti da situazioni legate al disturbo che volte le tecnologie portano ad esempio in ufficio.

Di Frenna ha varato il progetto con l’ex-tecnostressato Ermello Sorge, con cui condivide l’idea che la tecnologia porti molti vantaggi ma solo se tenuta sotto controllo, per non lasciarle divorare completamente il nostro tempo e la qualità della vita.