Alfresco, il barometro open source

di Tullio Matteo Fanti

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Uno studio condotto da Alfresco su 35.000 soggetti mira a fotografare l'utilizzo del software open source in ambito aziendale

Alfresco, azienda che produce l’omonima piattaforma per la gestione di contenuti in ambito aziendale, ha reso noti i risultati di una ricerca compiuta su di un campione di 35.000 soggetti appartenenti alla comunità Alfresco e mirata a fotografare lo stato dell’utilizzo del software open source all’interno delle aziende.

I dati sono stati raccolti tra luglio e dicembre 2007 indagando sulle preferenze dei singoli soggetti in merito ai sistemi operativi, ai browser e alle applicazioni server adottati, analizzando anche come le compagnie valutano e utilizzano i programmi open source. L’indagine ha campione ha riguardato soggetti provenienti da società operanti nel mondo della finanza, dei media e della editoria, da enti governativi e strutture didattiche.

Per quanto riguarda le distribuzioni Linux, Ubuntu appare la più utilizzata con una percentuale del 24%, mentre Red Hat Enterprise si attesta sul 21%. In ambito Windows, è XP a dominare la scena con una percentuale del 63%, seguito da Windows 2003 che si attesta su 28 punti percentuali.

Addentrandosi nel mondo dei database, MySQL rimane il leader incontrastato, utilizzato dal 60% del campione, seguito da Oracle (14%) e MS SQL Server (13%). Tra le applicazioni server, è Tomcat a dominare in tale segmento di mercato, con una percentuale del 70%, seguito a lunga distanza da JBoss Application Server con il 18% delle preferenze.

La suite per ufficio più utilizzata rimane Microsoft Office, con una percentuale del 66%, seguito da OpenOffice (24%). Bisogna però sottolineare come in Francia e Germania l’adozione della suite per ufficio open source sia doppia rispetto a Stati uniti e Inghilterra.

L’indagine proclama quindi i software open source leader nelle diverse categorie: si tratta, non a sorpresa, di Red Hat Enterprise Linux (RHEL), MySQL, Jboss e Tomcat. Secondo Alfresco, le aziende sono sempre più propense a valutare soluzioni open source anche per compiti giudicati “vitali” per le aziende.