Documenti nelle stampanti: sicurezza a rischio

di Marianna Di Iorio

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Secondo un recente studio promosso da Lexmark e condotto da TNS Sofres, i documenti sensibili che gli impiegati lasciano nelle stampanti mettono a rischio la sicurezza aziendale

Abbandonare documenti sensibili nelle stampanti aziendali rischia di compromettere la sicurezza dell’impresa stessa: è questa la conclusione a cui è giunto un recente sondaggio promosso da Lexmark e condotto da TNS Sofres, società francese che effettua ricerche di mercato e d’opinione.

I dati sono stati raccolti nel mese di Settembre 2006 e sono stati pubblicati recentemente. La modalità utilizzata è stata l’intervista online a 2500 impiegati in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia. Dalle informazioni così raccolte è emerso che in tutta Europa, così come in Italia, ogni giorno si mette a rischio la carriera, la reputazione e il guadagno dell’azienda stampando documenti riservati e abbandonandoli nelle stampanti.

A livello europeo,

  • il 64% (67% in Italia) degli intervistati ha dichiarato di aver lasciato almeno una volta documenti sensibili sulla stampante del proprio ufficio;
  • il 78% (88% in Italia) si dichiara preoccupato per la sicurezza dei propri documenti riservati quando vengono stampati;
  • il 53% (51% in Italia) ha affermato che i documenti più frequentemente abbandonati sulla stampante riguardano dati personali, il 48% (41% degli italiani) di carattere aziendale mentre dati relativi ai clienti per il 32% (sempre 41% in Italia).
  • i dati sensibili maggiormente esposti sono: indirizzi di abitazioni, posta elettronica personale, codice fiscale, numeri di telefono (fisso e cellulare).

In linea generale, gli intervistati affermano di essere consapevoli dei rischi che si corrono con tale comportamento, ma c’è una generale mancanza di sensibilità in quanto, almeno in Italia, un numero elevato di impiegati (61%) ha dichiarato di non essere a conoscenza di nessuna procedura in grado di evitare questi rischi e, inoltre, ad una maggiore anzianità sul posto di lavoro non corrisponde una maggiore sensibilità rispetto al problema.

In Italia, comunque, il 66% non avrebbe problemi ad utilizzare procedure adeguate per ridurre tale fenomeno. Tra i diversi paesi al centro dell’indagine, la Spagna si dimostra maggiormente attenta alla sicurezza.