Mezzogiorno, dal 2002 persi 500mila posti di lavoro

di Claudio Mastroianni

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Il tasso di occupazione continua a calare ininterrottamente al Sud. Sono senza impiego il 6,3% della forza lavoro meridionale. E chi lo perde, spesso non ne cerca un altro...

Sempre meno lavoro, sempre più disoccupati. La situazione relativa all’impiego, nel Meridione, è drammatica: è questa l’immagine trasmessa dal bollettino economico mensile di Luglio, pubblicato dalla Banca d’Italia.

Dal 2002 ad oggi, nel Sud sarebbero andati perduti circa 500.000 posti di lavoro. Colpa di un calo nell’offerta d’impiego che continua ininterrotta da quattro anni a questa parte, e che ha portato conseguenze nefaste sulla condizione di circa il 6,3% della forza lavoro.

Anche nell’ultimo trimestre il livello d’offerta è diminuito in modo più sostenuto nel Meridione che non nel resto del territorio italiano. A fronte di una flessione dello 0,5% su scala nazionale, infatti, il Sud ha totalizzato un calo pari allo 0,7%.

Una situazione che va a influire anche sulla condizione economica della popolazione, che ha aumentato il ricorso a finanziamenti da parte di banche e istituti di credito. Anche qui il Mezzogiorno primeggia: se rispetto al 2006 i debiti finanziari delle famiglie italiane sono cresciuti dell’11%, al Sud l’aumento è stato superiore di ben due punti percentuali.

Il ritratto è quello di un Meridione in crisi e sfiduciato, con grossi problemi a livello occupativo. Cosa che va a influire anche sulla volontà dei disoccupati di migliorare la propria situazione economica: secondo Bankitalia, infatti, chi perde il proprio lavoro molto spesso non ne cerca un altro.