Avevo letto su un vostro articolo che una insegnante di scuola pubblica con due figli piccoli avrebbe potuto non versare i contributi INPS perchè questi sarebbero stati versati all’INPS dallo Stato. Recentemente ho letto che alle lavoratrici con due figli verranno corrisposti circa 40 euro mensili, entro la fine del corrente anno. Vorrei sapere se quest’ultimo provvedimento è sostitutivo del precedente o se invece è un vantaggio che si somma al precedente.
L’esonero contributivo a cui lei si riferisce, rivolto alle lavoratrici madri di due figli, era previsto in via sperimentale per il solo 2024. Dal 2025, invece, spetta solo alle lavoratrici con almeno tre figli.
Nel frattempo è però intervenuta la norma a cui lei fa riferimento, ovvero il bonus mamme da 40 euro al mese, che il testo della manovra 2026 (attualmente all’esame del Parlamento) proroga per il 2026 potenziandolo a 60 euro al mese. Questa agevolazione spetta alle lavoratrici madri con almeno due figli.
Quindi, nel caso da lei prospettato, l’insegnante con due figli nel 2024 aveva diritto alla decontribuzione, nel limite massimo di 3mila euro annui, a condizioni che il figlio più piccolo non avesse ancora compiuto 10 anni (o per le mensilità 2024 fino al relativo compleanno). Le regole sono contenute nei commi da 180 a 182, della Legge 213/2023, in base alle quali questo esonero contributivo nel 2025 si applica solo alle lavoratrici con contratto a tempo indeterminato in presenza di almeno 3 figli.
Nel frattempo è intervenuto l’articolo 6 del DL 95/2025 che introduce per il 2025 il bonus mamme da 40 euro al mese destinato alle lavoratrici dipendenti o autonomo con due figli, oppure in presenza di tre figli solo alle autonome o alla dipendenti con contratto a termine. In tutti i casi è previsto un paletto di reddito a 40mila euro annui. Se il testo della Legge di Bilancio non verrà modificato in Parlamento, il medesimo beneficio sarà prorogato anche per il 2026 e potenziato a 60 euro al mese.
Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?
Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz