Come scrivere il CV: verità e bugie dei selezionatori

di Alessia Valentini

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Curriculum di lavoro: cosa ne pensano i selezionatori? Trucchi e segreti per non farsi scartare subito e avere qualche chance di arrivare al colloquio.

La ricerca del lavoro è oggi una vera sfida, che richiede molteplici capacità anche solo per arrivare al primo colloquio. Il CV, biglietto da visita del candidato, ha assunto una connotazione strategica: corretta compilazione, forma, lunghezza ed aspetto contribuiscono a incuriosire senza dire tutto, sintetizzando senza mai annoiare. A complicare le cose ci si mettono anche le ricerche di settore che vorrebbero sfatare vecchi miti e aggiungerne di nuovi. Il Reader’s Digest (RD) online ha selezionato 39 segreti di responsabili HR, diversi dei quali davvero sorprendenti. Vediamo i più inaspettati, che è bene conoscere per affrontare un colloquio.

CV: il parere dei recruiter

  1. «Quando si tratta di ottenere un lavoro, ciò che conta è chi conosci. Non importa quanto sia brillante il tuo curriculum o ampia la tua esperienza: tutto ruota intorno a conoscenze e contatti»
  2. «cerchi lavoro presso una certa impresa? Non contattare i selezionatori ma qualcuno che conosci in azienda o direttamente il Manager che si occupa delle assunzioni».
  3. «Si pensa che i selezionatori esaminino con attenzione le lettere di presentazione allegate ai CV: non ne ho mai letta una».
  4. «”Quando sei disoccupato da più di sei mesi, ormai sei considerato non assumibile: se altri ti hanno scartato perchè prenderti noi?».
  5.  «Giudichiamo i candidati anche in base all’indirizzo email, soprattutto se contengono parole o frasi inopportune (“stivalistravaganti101@” o “johnnyamabere@”…)».
  6.  «Se hai tra i 50 e i 60 anni evita di inserire nel tuo CV l’anno in cui ti sei laureato…».
  7.  «Un luogo comune vuole i CV lunghi massimo una pagina e quindi alcuni candidati mandino CV scritti con caratteri minuscoli: nessuno mai li leggerà».
  8. «Io leggo sempre i CV dalla fine risalendo all’inizio: due pagina passi, ma tre è esagerato».
  9. «Per scegliere i CV spesso si usano software di scansione che vi scovano le “key words”: per descrivere la propria carriera conviene pescare direttamente dagli annunci di lavoro che interessano. Più sono le corrispondenze, maggiori sono le probabilità che il cv sarà letto da una persona in carne ed ossa».
  10. «Per risaltare, i CV non hanno bisogno di colori, ma pochi…(quando vedo un po’ di colore sorrido, quando sono dappertutto rabbrividisco) e quanto al modo di presentare il CV, consegnarlo di persona non è più un gesto apprezzato, anzi».

 

Parole chiave per CV

PMI.it ha chiesto un parere a due aziende autorevoli che si occupano di HR, per capire fino a che punto tali posizioni siano condivisibili.

CareerBuilder, a proposito del punto 9 ci segnala le parole chiave più utilizzate per la ricerca dei CV, in base ad una indagine commissionata a Shape the Future tra dirigenti e senior manager con funzioni di recruiting: capacità di comunicazione (39%), doti di problem solving (39%), Produttività (31%), leadership (19%), Web o Internet (16%), pianificazione strategica (14%), vendita (11%).

E’ consigliabile utilizzare le keyword giuste e fare in modo che corrispondano a quelle dell’annuncio per cui ci si sta candidando.

Corrado Tirassa, Country manager di CareerBuilder Italia, Spagna e Svizzera spiega inoltre: ogni candidato ha pochi secondi per attirare l’attenzione dei recruiter e, poiché le aziende vogliono capire come sappia evidenziare le proprie competenze, è importante elencare i risultati raggiunti nella carriera.

Il modo migliore è inserire un breve riassunto a inizio CV, sottolineando le proprie competenze principali.

Critica la posizione di Cristiana Rossi, HM manager di NorthgateArinso Italia, sugli “esperti del settore HR” interpellati nel sondaggio RD, che non sembrano effettuare la selezione nel migliore dei modi pur praticandola quotidianamente: forse figure provenienti da ex agenzie per il lavoro (dove spesso i profili sono poco complessi e manageriali) e che usano il buon senso senza una specifica preparazione.

Punto 1: rete di contatti e conoscenze in azienda sono importanti ma solo in relazione a competenze e skill del candidato: se non si dispone delle potenzialità adeguate ad un certo incarico, non si viene scelti. Punto 2: tutto deve passare dall’ufficio del personale. Punto 3: la lettera di presentazione è necessaria per i candidati junior, per i quali contano potenzialità e attitudini e non l’esperienza, ancora da maturare.

Punto 4: conta la competenza, casomai con una persona disoccupata da tanti mesi è più facile la negoziazione. Punto 5: un indirizzo email bizzarro non è discriminante, anche se verrà fatta notare durante il colloquio preliminare.

Punti 6, 7 ed 8: l’esperienza formativa e di lavoro deve essere inserita in modo corposo se offre dettagli di progetto e di skill maturati. Un responsabile HR non si blocca davanti a un CV di cinque pagine purché non contenga sciocchezze. Punto 9: il meccanismo dei tag vale solo per i CV inseriti su database. Punto 10: il CV deve essere minimalista, su foglio A4 e font nero o al massimo blu… a meno che non si voglia diventare animatore!

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