Come funziona il Mix Mezzanino

di Antonio Romano

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Uno strumento di finanziamento che risponde alle esigenze delle PMI che vogliono puntare alla ricerca e sviluppo o investire sul Web

Il mix mezzanino è una forma di finanziamento a medio termine, utile per le aziende che intendono sostenere investimenti il cui payback period non è previsto per l’immediato futuro. È il caso degli investimenti per il web, dove il ritorno dell’investimento può aversi nell’arco di un paio d’anni.

La caratteristica di questo tipo di finanziamento è che prevede un meccanismo di rimborso differente rispetto al prestito tradizionale. Una parte viene infatti restituita alla fine del ciclo di vita dell’investimento, maggiorati di un “quid” calcolato in base all’andamento nel tempo dell’impresa.

A poter usufruire del Mix sono tutte le società di capitali costituite in forma di S.p.a. o di S.r.l., che possono così ridurre i flussi di cassa negativi rafforzando la struttura del passivo. Questo a patto di aver eseguito un’attenta pianificazione economico-finanziaria.

Riveste un’importanza primaria la stesura del business plan, indispensabile per mettere in luce la capacità dell’azienda di generare reddito, di rimborsare il capitale di prestito o debito, valutare il ROI e considerare altri indici di bilancio.

Per questo oltre all’azienda e alla banca sono coinvolte spesso società di consulenza specializzate nella realizzazione di business plan. Un ulteriore soggetto che prende parte all’operazione è un (o più) confido che svolge il ruolo di garante.

Il business plan dev’essere accompagnato da due diligence e covenants di bilancio imposti dalla banca e dal soggetto garante. Non rispettare covenants e diligence comporta la decadenza del beneficio del termine, ovvero la posticipazione della restituzione del capitale, che la banca può richiedere anche con decorrenza immediata.

Il due diligence è il processo di acquisizione dei dati aziendali utili per valutare gli elementi di criticità dell’impresa, al fine di compiere un’analisi preventiva dei rischi correlati ad operazioni come acquisizioni e fusioni.

I covenant creditizi rappresentano invece un’innovazione nei contratti di finanziamento a medio-lungo termine destinati a finalità di tipo produttivo o commerciale. Si tratta di clausole concordate in fase di definizione contrattuale che riconoscono al finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito nel caso di violazione delle condizioni stabilite.

Con i covenant è quindi possbile collegare le performance economico-finanziarie del cliente ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.). Risulta quindi fondamentale che le informazioni su cui si basano queste clausole siano veritiere e condivise tra le parti.

Tra queste informazioni un ruolo primario è rivestito dal ROI (Return On Investiment), che misura la redditività del capitale investito dell’impresa, sia quello portato a titolo di rischio sia quello sottoforma di debito in prestito. Le componenti a cui si riferisce il ROI appartengono alla gestione operativa o tipica, e l’indice è uguale al rapporto il reddito operativo e il capitale investito.

La composizione del Mix

Tornando al mix mezzanino, è bene evidenziare che il termine “mix” sia usato proprio per indicare la duplice componente di questo tipo di finanziamento, diviso in due parti.

La prima parte è caratterizzata da un classico prestito bancario. Il tasso d’interesse applicato al finanziamento dipende dal rating dell’azienda, più alto è il rating più contenuto sarà il saggio di restituzione, tasso che può essere fisso o variabile, mentre il periodo di restituzione, la duration è di solito pari a 5 anni.

La seconda parte, innovativa, riguarda un prestito bancario con una modalità di restituzione del capitale in un’unica soluzione (bullet) dopo circa 5 anni dall’ottenimento del finanziamento. Ciò consente di avere immediatamente dei flussi di cassa positivi dall’investimento, e posticipare quelli negativi, che possono risultare ridotti se non nulli.

Grazie al bullet, alla scadenza si può decidere di restituire il capitale in forma dilazionata o in unica soluzione. In questo caso il tasso applicato è alto se la performance aziendale, ottenuta dall’investimento, è alta; è una sorta di partecipazione agli utili da parte della banca.

Come si calcola il “quid”

Il legame tra la performance che l’azienda registra a seguito dell’investimento e la remunerazione del capitale di debito, esprime il “quid”, calcolato in base a indici di bilancio quali:

  • MOL (Margine Operativo Lordo) = fatturato + variazione scorte + costi operativi (esclusi gli ammortamenti). Questo indicatore rappresenta la capacità dell’impresa di produrre un autofinanziamento lordo, ossia di reinvestire parte degli utili all’interno dell’impresa stessa.
  • Moltiplicatore standard (Y), usato per attenuare particolari oscillazioni nella gestione economica che l’azienda può subire nell’arco dell’anno. Questo moltiplicatore è dato dal calcolo di medie mobili considerando il rapporto tra patrimonio netto e MOL, negli ultimi 5 anni. Quindi Y= PN/MOL.
  • VEA (Valore Economico dell’Azienda), è dato dal prodotto tra Y * MOL. La performance del VEA durante il periodo del mix mezzanino è data da: VEA = [VEA (n) – VEA (0)] / VEA (0), dove “0” indica l’inizio del finanziamento e “n” la scadenza di restituzione, ad esempio 5 anni.

Bisonga inoltre calcolare il tasso EURIBOR a 6 mesi, moltiplicato per la performance del valore economico dell’impresa: quid = (EURIBOR * % VEA). L’Euribor è il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee: si tratta quindi un’indicazione molto affidabile del costo del denaro.

Il mix mezzanino può esse chiesto per importi che oscillano tra i 500.000 ed i 3 milioni di euro, sebbene esistano forme di mini mix mezzanino che scendono fino a 200.000 euro. Esso rappresenta lo strumento ideale per imprese che si trovano in una fase di sviluppo o di espansione del proprio ciclo di vita e mostrino un elevato fabbisogno finanziario. Un altro vantaggio da non sottovalutare è che il Mix non pone a rischio il controllo dell’impresa, quindi l’imprenditore non rischia di perdere quote di controllo.