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Dl Lavoro: gli emendamenti del Governo

di Barbara Weisz

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Nuovo apprendistato esteso a tutte le aziende e contratti, criteri per il bonus assunzioni, contratto a termine acausale più breve, incentivi start-up innovative fino al 2016: le novità del Governo sul DL Lavoro.

Gli emendamenti al Dl Lavoro non apportano sostanziali modifiche al testo in via di conversione in legge: dopo l’esame delle commissioni, il Dl 76/2013 è  in aula a Palazzo Madama, poi andrà alla Camera per approvazione definitiva entro il 27 agosto 2013.

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Su circa 200 presentati, 9 emendamenti sono del Governo. Ecco i principali:

    • Apprendistato professionalizzante e contratto di mestiere. L’emendamento all’articolo 2 del Dl, estende le nuove regole (fissate dalla Conferenza Stato Regioni) a tutte aziende e non più solo a  PMI e microimprese, abolendo anche il limite di applicazione ai contratti stipulati entro fine 2015.
    • Incentivi per occupazione giovanile: il bonus verrà erogato in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande ed entro termini specifici (leggi di più).
    • Start-up innovative: estensione fino al 2016 degli incentivi previsti (nuove regole).
  • Contratti a termine: il limite temporale di un anno per il quale non è prevista la causale, è comprensivo anche dell’eventuale periodo di proroga.
  • Associazione in partecipazione: la stretta prevista dalla Riforma Fornero (tetto massimo di 3 contratti per azienda), non si applica a imprese a scopo mutualistico, associati individuati mediante elezione dell’organo assembleare con contratto certificato, nel rapporto tra produttori e artisti, interpreti, esecutori volto alla realizzazione di registrazioni sonore, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento.
  • Diritto al lavoro dei disabili: si incrementa il fondo di 10 milioni di euro per il 2013 e 20 milioni per il 2014.

Nessun accenno all’aumento IVA al 22%: l’eventuale proroga a dicembre arriverà probabilmente con un altro provvedimento, forse quello economico di fine agosto contenente la Riforma IMU.

Per il rinvio a ottobre, restano le coperture già note: aumento della tassa sulle sigarette elettroniche, degli acconti Irpef e Irap sulle società di capitale al 100%, dall’attuale 99%, di quello Ires al 101%, della ritenuta sugli interessi di conti correnti e depositi al 110% (leggi qui).

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