Guida alla sopravvivenza aziendale

di Alessia Valentini

scritto il

Ottenere una buona interazione sul lavoro tra colleghi, riconoscendo i diversi stili di lavoro e attenuando i conflitti può contribuire ad aumentare la produttività aziendale.

Sono numerosi gli studi americani sulla badbossology orientati a classificare i diversi stili di management per imparare a riconoscerli e ad interagire proficuamente. Uno spunto per capire come aumentare la produttività e la collaborazione con i propri dipendenti.

Stili di lavoro

OfficeTeam, in collaborazione con IAAP ed Insights, spiega che a volte le incomprensioni lavorative possono dipendere da diversi stili di lavoro, che associa a quattro colori permettendo di autovalutare il proprio profilo e di capire come relazionarsi agli altri “colori”.

Fresco – Blu: preciso, cauto, formale e attento. Vuole analizzare le cose, e solitamente cerca di approfondire con informazioni aggiuntive. Entra sempre nel dettaglio delle situazioni. Tende alla perfezione e quindi è il primo ad evidenziare errori e imprecisioni. È orientato a lavorare in modo strutturato e non è incline ai cambiamenti a meno che non venga avvisato prima. Con questo tipo di persone si deve interagire mediante documentazione scritta, lasciar loro valutare tutti i dettagli ed essere sempre preparati e consci. Mai cambiare le cose senza un valido motivo, rispondere in modo vago o essere informali ed emotivi sugli argomenti importanti.

Terra – Verde: paziente, rilassato, incoraggiatore e portato a guidare gli altri offrendo collaborazione. Apprezza task specializzati e indicazioni chiare. Preferisce attività pianificate e si applica con determinazione e perseveranza. Per lavorare bene con tali individui si deve essere pazienti e andare alla medesima velocità. Quando gli si chiedono indicazioni, si deve avere l‘accorgimento di attendere le loro risposte.

Sole splendente – Giallo: Socievole, dinamico, entusiasta e pervasivo, ama lavorare in team e condividere pensieri e considerazioni. Raramente a corto di parole è espressivo e persuasivo, comunicatore e infonde energia e passione in ogni sua attività. Gli piace lavorare su diversi progetti ma ha qualche difficoltà nel tenere traccia di tutto o se lo fa gli costa molta fatica. Con loro si deve essere amichevoli e socievoli, aperti e flessibili, stimolanti e divertenti. Mai annoiarli con la routine, chiedere loro di lavorare da soli o annoiarli con i dettagli.

Ardente – rosso: Competitivo, determinato, dotato di grande volontà e molto orientato all’obiettivo, è deciso e focalizzato, usa la logica, il pragmatismo e soprattutto ragiona velocemente. Orientato all’azione e alla competizione, ama lavorare con efficienza senza perdere tempo in chiacchiere e dettagli. Con loro si deve essere diretti al punto, e avere in comune il focus su obiettivi e risultati, essere confidenti e assertivi. Mai esitare o dare l’impressione di focalizzare sulla parte relazionale del lavoro, né rimandare un task assegnato.

Lo studio rivela come la maggioranza dei manager sia rosso mentre i dipendenti sono quasi sempre verdi, ovvero all’opposto ma anche con caratteristiche complementari che potrebbero portare a collaborazioni proficue.

Dalle interviste emerge come fra colleghi si preferisca lavorare con i propri simili, in termini di colori, ma i responsabili della ricerca hanno osservato che spesso nei team troppo uniformi non vengono generate nuove idee, né si viene stimolati al miglioramento. Invece i gruppi eterogenei hanno maggiori probabilità  e possibilità di essere innovativi, e di arricchirsi a vicenda.

Le interazioni hanno maggior successo quando c’è un vero leader a guidare il gruppo o se vi è qualcuno, anche non il capo, dotato di leadership capace di sfruttare le differenze mettere a frutto le capacità di tutti.

Gestione del capo

La badbossology negli anni ha prodotto molte classificazioni dei manager, e qui ne riportiamo una fra quelle recentemente emersa, ad opera di Office coach che ha delineato cinque profili di cattivi manager specificando come relazionarsi con loro:

Micromanager: non è a suo agio nella nuova posizione e tende a fare il lavoro precedente invece di occuparsi delle attuali responsabilità. Spesso è molto ansioso, vuole tenere tutto sotto controllo ed essere coinvolto in ogni dettaglio del lavoro. Nell’operare con questo tipo di manager è bene aggiornarlo costantemente di ogni passo e motivare decisioni o accordarsi per le attività successive per evitare che diventi sospettoso.

Procastinatore: è una persona disorganizzata e lo riconosce, rimanda costantemente ogni attività perché timoroso di sbagliare. Analizza volumi impressionanti di informazioni prima di arrivare ad una decisione. Per interagire al meglio si deve cercare di anticipare il prima possibile le informazioni e fornire costanti aggiornamenti.

Ignorante: può essere nuovo del settore, quindi aperto a idee, suggerimenti ed informazioni, oppure non essere cosciente della propria ignoranza decidendo senza cognizione di causa. Con tali persone è meglio non essere condiscendenti ma fornire informazioni per farsi ascoltare, ma senza mostrare esplicitamente che si sanno più cose di lui.

Insolente: alza il tono della voce e solitamente insulta, non sempre è aperto a parlare. Per interagire concretamente è necessario proporre i propri suggerimenti con garbo e in forma di domanda per evitare che si metta sulla difensiva. Mai dirgli cosa deve fare.

Dittatore: impone le sue idee senza lasciare spazio ad altri approcci. Si diverte a trattare male i colleghi (abuso verbale) e i suoi atteggiamenti sfociano spesso in casi di mobbing vero e proprio. Con questo tipo di persone è meglio restare calmi ed evitare lo scontro.

I Video di PMI

Quota 100: regole, pro e contro