La Riforma dei Contratti a Progetto

di Redazione PMI.it

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Abolizione dei CoCoPro, agevolazioni per le stabilizzazioni 2015 e trasformazione in subordinato dei contratti dal 2016: la riforma dei Contratti a Progetto (Jobs Act) è definitiva.

La Riforma dei Contratti prevista dal Jobs Act è definitiva e per l’entrata in vigore manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tra le novità più rilevanti c’è lo stop ai co.co.pro: non si potranno più stipulare contratti a progetto e, dal primo gennaio 2016, quelli in essere dovranno essere subire una trasformazione in rapporti di lavoro subordinato.


Vediamo dunque con precisione come si configura la revisione dei contratti delle collaborazioni continuative.

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Contratti dal 2016

Insieme all’associazione in partecipazione con apporto di lavoro, viene eliminata la forma contrattuale delle collaborazioni di tipo co.pro. Nello specifico, dal primo gennaio 2016:

per «prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro», ai contratti di collaborazione in essere «si applica la disciplina del lavoro subordinato». 

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Eccezioni

  • collaborazioni in cui ci sono discipline specifiche previste dai contratti nazionali di lavoro;
  • professioni intellettuali con iscrizione all’albo professionale;
  • attività organi di amministrazione e controllo delle società, sindaci, collegi;
  • prestazioni a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche.

Contratti 2015

La legge prevede anche un meccanismo di stabilizzazione per i contratti a progetto 2015: i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato collaboratori a progetto entro il 31 dicembre estinguono le eventuali violazioni connesse all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso (in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali).

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Le aziende possono applicare questa agevolazione alle assunzioni di collaboratori a progetto e di Partite IVA. Il dipendente sottoscrive una conciliazione su tutto il pregresso: l’accordo prevede che l’azienda non possa licenziare nei 12 mesi successivi se non per giusta causa.