Infortuni Lavoro: trend e bandi prevenzione

di Francesca Pietroforte

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Analisi di scenario relativa agli infortuni sul lavoro in Italia: dati INAIL, settori colpiti e opportunità di finanziamento per tutelare la salute e la sicurezza in azienda.

Le statistiche INAIL relative infortuni sul lavoro mostrano un calo costante nel tempo degli incidenti: se nel 2009 le denunce erano 887 mila, nel 2014 si è scesi a 658 mila e a inizio 2015 si sono registrate 42mila segnalazioni contro le 48mila dello stesso periodo dell’anno precedente. Nel dettaglio, gli infortuni sono calati del 5,6% per i lavoratori e del 2,8% per le lavoratrici, mentre dal punto di vista geografico il calo è stato del 5,5% nel Nord Est, del 4,7% nel Nord Ovest e più lieve nel resto del Paese.

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I dati riguardanti il periodo gennaio-ottobre 2014 evidenziano una riduzione degli incidenti mortali rispetto allo stesso periodo del 2013, passando da 893 a 833 casi, con una diminuzione del 12,4% degli infortuni in itinere e del 4,7% di quelli registrati in occasione di lavoro. Quelli riguardanti uomini sono scesi del 16,7%, quelli relativi alle donne del 5,7%.

Settori

Per quanto riguarda gli ambiti lavorativi, la flessione maggiore si è registrata nelle Costruzioni (-14,6%), nei Trasporti (-8%), nel Metallurgico (-7,3%), nel Metalmeccanico (-9,9%) e nel Manifatturiero (-7,7%), che del resto sono anche quelli più colpiti dalla crisi: in questo caso, la flessione di infortuni potrebbe coincidere con la riduzione dei dipendenti impegnati e del lavoro in generale.

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Uno dei settori maggiormente coinvolti in tema di infortuni sul lavoro è quello dell’Edilizia, anch’esso tra i più colpiti dalla crisi (-5% di occupati nel 2013 rispetto all’anno precedente). I dati INAIL pongono l’accento su una riduzione del 46,1% delle denunce nei 5 anni analizzati (da 83mila del 2009 a 45mila del 2013) e la conseguente riduzione degli indennizzi (-46,7%, da 72mila a 38mila, contro una riduzione del 27% dell’Industria e dei Servizi). Gli indennizzi per morte sono stati, nel 2013, lo 0,30% del totale (contro lo 0,17% di Industria e Servizi) e quelli per menomazioni permanenti il 12% (contro l’8%), sia a causa della pericolosità dei lavori svolti e dei macchinari utilizzati sia per la scarsa formazione dei lavoratori, molto spesso stranieri inesperti.

Prevenzione

È comunque possibile migliorare questi dati, ma concentrandosi sulla prevenzione piuttosto che sui licenziamenti. Come? Attraverso una adeguata formazione della forza lavoro e investendo, laddove possibile, in innovazioni di prodotto o di processo. L’INAIL ha pubblicato, a questo proposito, la quinta tranche del finanziamento finalizzato a migliorare le condizioni di salute e di sicurezza sul lavoro, che con una dotazione finanziaria complessiva superiore a un miliardo di euro è a disposizione, con fasi diverse, dal 2010.

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Bando ISI

Il bando ISI, che in questa fase dispone di 267 milioni di euro con scadenza il 7 maggio prossimo, consente l’inserimento dei progetti sul portale dell’Istituto (o rivolgendosi al call center ai numeri 803164 e 06.164.164).  Dal 3 giugno sarà reso noto il calendario del click day, durante il quale sarà aperta la proceduta di valutazione secondo la modalità a sportello. Il finanziamento potrà coprire il 65% dei costi ammissibili, per un minimo di 5mila euro (che non vale però per le imprese con meno di 50 dipendenti che propongano progetti concernenti modelli organizzativi e di responsabilità sociale) e un massimo di 130mila euro, cumulabili con interventi pubblici di garanzia sul credito.

Gli interventi previsti dal bando aiutano indirettamente ad aumentare efficienza e produttività rappresentando un fattore di crescita. L’investimento in prevenzione fornisce all’intera comunità numerosi aspetti positivi, legati al ritorno economico dell’investimento: secondo il report 2014 della Banca Mondiale riguardante “Risk and opportunity. Managing risk for development”, ad esempio, per ogni dollaro investito nella tutela della qualità dei luoghi di lavoro si ha un ritorno di 3,27 dollari in cure mediche risparmiate e di 2,73 dollari in assenteismo evitato.