Contributi pensione: minimali e massimali 2016

di Barbara Weisz

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Aggiornamento dei contributi pensione dovuti dai datori di lavoro per i dipendenti: con indice di rivalutazione pari a zero, ecco minimali e massimali 2016.

Tutto invariato: i minimali di retribuzione giornaliera dei lavoratori dipendenti, nonché i minimali e massimali 2016 per la contribuzione sono gli stessi del 2015: lo precisa l’INPS nella consueta circolare con cui aggiorna i valori di calcolo dei contributi pensione, dovuti per le varie categorie di lavoratori in recepimento di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016.
In particolare, il comma 287 dell’articolo unico della legge 208/2015, stabilisce che la percentuale di adeguamento per le prestazioni previdenziali e assistenziali, parametrato alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo (l’inflazione), non può essere inferiore a zero. Quindi, visto che la variazione 2014-2015 è stata pari a – 0,1%,

«la misura per l’anno 2016 del limite minimo di retribuzione giornaliera e degli altri valori per il calcolo dei contributi pensione per la generalità dei lavoratori dipendenti è pari a quella del 2015».

Vediamo nel dettaglio tutti i valori che i datori di lavoro devono considerare per il 2016.

=> I requisiti per la pensione dal 2016

Minimali

Il minimale di retribuzione giornaliera su cui calcolare i contributi pensione è pari a 47,68 euro (il 9,5% della pensione minima, che è pari a 501,89 mensili). Quindi, la retribuzione minima contributiva mensile resta fissata allo stesso livello dello scorso anno: 1.240 euro. Gli stessi minimali si applicano anche a soci lavoratori delle cooperative (Dpr 602/1970), delle cooperative sociali (legge 381/1991) e di altre cooperative per le quali sono stati adottati i decreti ministeriali ai sensi dell’articolo 35 del Dpr 797/1955.

Per le retribuzioni convenzionali, il minimale 2016 è invece pari a 26,49 euro. Ci sono poi regole particolari, dettagliate nella circolare INPS, per alcune specifiche categorie di lavoratori (personale di volo, equipaggi avi da pesca, lavoratori domestici, lavoratori dello spettacolo).

=> Pensione di reversibilità: limiti di reddito 2016

Part-time

Nel caso in cui il rapporto dipendente sia a tempo parziale, bisogna fare riferimento alle ore di lavoro settimanali previste dal contratto di riferimento. Nel caso in cui il preveda 40 ore settimanali (come succede nella maggior parte dei casi nel settore privato), il minimale 2016 è pari a 7,15 euro (47,68 moltiplicato per 6/40). Se l’orario settimanale è pari a 36 ore (è il caso, ad esempio, dei dipendenti pubblici), il calcolo va effettuato su cinque giorni lavorativi settimanali e il minimale ai fini della contribuzione giornaliera è pari a 6,62 euro (47,68 moltiplicato per 5/36).

Aliquote

In base alla legge 384/1992 (articolo 3-ter), per i lavoratori iscritti a regime pensionistici che prevedono un’aliquota contributiva a carico del lavoratore inferiore al 10%, si applica l’aliquota aggiuntiva, sempre a carico del lavoratore, nella misura di un punto percentuale sulle quote eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Fascia che, per il 2016, è pari a 46mila 123 euro. Quindi l’aliquota aggiuntiva dell’1% si applica sulla quota che eccede questo tetto, che rapportato a 12 mesi è pari a 3.844 euro al mese (importo arrotondato).

I datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, indicano questa quota nell’elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <ContribuzioneAggiuntiva>, <Contrib1PerCento>, <ImponibileCtrAgg>, <ContribAggCorrente>. L’imponibile della contribuzione aggiuntiva è un di cui dell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi>.

Massimali

Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile per i lavoratori iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo, per l’anno 2016 è pari a 100.324 euro.

La quota di retribuzione che supera questo massimale e le relative quote di contribuzione minori vanno indicate, dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a livello individuale, nell’elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <DatiParticolari>, <EccedenzaMassimale>, <ImponibileEccMass>,  <ContributoEccMass>. L‘imponibile eccedente il massimale non è compreso nell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi>.

Contributi

Il limite di retribuzione per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi è fissato nella misura del 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Il predetto trattamento per il 2016 come detto, è pari a 501,89 euro, quindi il limite settimanale per l’accredito dei contributi è di 200,76 euro. Il limite annuale è di 10.440 euro.

Maternità

L’importo dell’indennità di maternità obbligatoria per il 2016 è pari a 2.086,24 euro. L’importo dell’indennità fino al suo raggiungimento deve essere riportato dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a  livello individuale, nell’elemento  <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <Maternità>, <MatACredito>, <IndMat1Fascia>. La parte eccedente deve essere riportata nell’elemento <IndMat2Fascia>.

=> Assegni familiari e aumenti pensione: regole 2016

Altri importi

Ecco tutti gli importi degli elementi retributivi che non concorrono alla determinazione della base imponibile ai fini della pensione:

  • indennità sostitutiva mensa: 5,29 euro;
  • fringe benefit: 258,23 euro;
  • indennità di trasferta intera Italia: 46,48 euro;
  • indennità di trasferta 2/3 Italia: 30,99 euro;
  • indennità di trasferta 1/3 Italia: 15,49 euro;
  • indennità di trasferta intera estero: 77,47 euro;
  • indennità di trasferta 2/3 estero: 51,65;
  • indennità di trasferta 1/3 estero: 25,82 euro;
  • indennità di trasferimento Italia (tetto): 1.549,37 euro;
  • indennità di trasferimento estero (tetto): 4.648,11 euro;
  • azioni offerte ai dipendenti (tetto): 2.065,83 euro.

11/2016

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