La riforma delle pensioni torna al centro del dibattito politico. In un’intervista rilasciata alla Stampa, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha confermato che il Governo punta a cancellare del tutto l’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2027, frutto dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita.
Un obiettivo che, nelle parole del rappresentante della Lega, verrà perseguito «al più tardi nel 2026», con la possibilità di intervenire con la Legge di Bilancio.
Verso lo stop all’aumento dell’età pensionabile?
Durigon ha ricordato che l’Esecutivo Meloni è già intervenuto sul primo scatto previsto: nel 2027 l’aumento sarà di un solo mese e non di tre. Ma l’intenzione politica è più ambiziosa: annullare completamente l’innalzamento dei requisiti, evitando che il meccanismo automatico penalizzi ulteriormente lavoratori già esposti a carriere discontinue o fisicamente gravose. Una posizione condivisa, precisa il sottosegretario, anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (ma non si sono posizioni ufficiali su questo punto, tanto più che – come ormai ben noto – il Ministro si è fatto portavoce di una estrema prudenza, a tutela della stabilità dei conti pubblici).
L’obiettivo dichiarato è evitare ulteriori irrigidimenti in un sistema che, pur giudicato “sostenibile”, rischia di allontanare il traguardo pensionistico per molte categorie, in particolare quelle con redditi bassi o percorsi contributivi frammentati.
Opzione Donna e Quota 103 sul viale del tramonto
Il sottosegretario conferma che Opzione Donna e Quota 103 non saranno riconfermate automaticamente. Sono allo studio emendamenti, ma la maggioranza appare divisa sull’opportunità di mantenerle. Nel breve termine non è escluso che il sistema rimanga dunque privo di strumenti dedicati alla flessibilità in uscita. Le dichiarazioni riportano al centro un tema destinato a dominare il 2026: la riscrittura dell’uscita dal lavoro.
Le promesse di sterilizzazione dell’età pensionabile anticipano una strategia che dovrà necessariamente affrontare anche altri temi cruciali per la previdenza pubblica, a partire dal ricambio generazionale in un mercato del lavoro che sta cambiando in fretta a causa dei nuovi trend demografici ed economici.
Resta ora da capire se le scelte politiche saranno sostenute da risorse adeguate e da un consenso parlamentare stabile.