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Welfare aziendale in crescita, vincono buoni pasto, voucher spesa e buoni benzina

di Barbara Weisz

6 Giugno 2025 10:02

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Le PMI negli ultimi anni utilizzano maggiormente il welfare aziendale, anche perchè conoscono meglio questi strumenti, e i consulenti del lavoro prevedono un'ulteriore crescita.

Gli strumenti di welfare aziendale sono sempre più diffusi fra le PMI, nei prossimi anni il trend è visto in ulteriore aumento, fra le leve che maggiormente stimolano questa crescita ci sono la maggior conoscenza dello strumento e l’esigenza di compensare l’erosione del potere d’acquisto degli stipendi. Anche i lavoratori prestano attenzione alla presenza di strumenti di welfare aziendale quando cercano una nuova occupazione. Fra le tipologie di benefit che secondo i consulenti del lavoro sono destinate a essere potenziate nei prossimi tre anni, i buoni pasto, i voucher shopping, e i buoni benzina.

Sono i risultati di un’indagine condotta da Pluxee, azienda che fornisce servizi di welfare aziendale, in collaborazione con la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro. Ma vediamo con più precisione le evidenze che emergono dall’indagine, realizzata sottoponendo un questionario ai Consulenti del Lavoro.

Welfare azienda nelle PMI

Il 62,8% dei rispondenti segnala che i servizi di welfare aziendale nelle PMI sono aumentati fra il 2023 e il 2025. C’è una tendente uniformità di risposte per area geografica, con una preponderanza nelle Regioni del Nord Est, 69,2%. Il fattore che maggiormente ha contribuito alla crescita è la conoscenza di questi strumenti, indicata nel 51,2% dei casi, seguita dall’esigenza di compensare la perdita di potere d’acquisto, 40,2%, e infine dalle misure inserite nei contratti collettivi. Circa due consulenti del lavoro su tre prevedono un continuo miglioramento anche nei prossimi anni. Il 64,1% vede una crescita discreta, mentre c’è anche un 12,3% di ottimisti che indicano una crescita sostenuta.

Gli strumenti più utilizzati

Come detto, sul podio dei servizi considerati più promettenti i buoni pasto, 62,4%, i voucher spesa, 57%, e i buoni benzina, 53,6%. Seguono, con percentuali comprese fra il 40 e il 50 per cento, il rimborso utenze domestiche e l’assistenza sanitaria. Più basse le percentuali si altri benefit come i contributi per l’asilo nido dei figli, la previdenza complementare, i contributi per le spese di trasporto o di formazione.

Il sentiment dei lavoratori

L’indagine analizza anche il sentiment dei lavoratori su temi relativi al worklife balance. Il 51% considera il lavoro un fattore importante per la propria felicità, c’è una forte tendenza a voler cambiare occupazione diffusa soprattutto nella generazione Z, 60%, ma presente in modo significativo anche fra i Millennials, 49%, mentre la percentuale scende poi progressivamente nella generazione X, 43%, e fra i Boomers, 22%. Lo stipendio è il fattore determinante nella scelta di un nuovo lavoro, 42% distanziando altri pillar come una maggior disponibilità di tempo libero, 21%, e gli strumenti di welfare aziendale, 17%.

«I dati raccolti dimostrano un interesse sempre più forte delle PMI nei confronti degli strumenti di Welfare aziendale – segnala Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director di Pluxee Italia -. Nei prossimi tre anni, il 76,4% dei consulenti ne prevede un’ulteriore crescita nel comparto, con buoni pasto e voucher multicategoriali sul podio dei benefit più diffusi, a conferma dalla necessità di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Affinché le PMI possano cogliere appieno i vantaggi fiscali, competitivi e sociali del welfare, sarà fondamentale continuare a valorizzare e divulgare questi strumenti, accompagnando le aziende in un contesto sempre più competitivo».