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Riforma pensioni, nuova proposta a 64 anni

di Redazione PMI.it

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In pensione a 64 anni e 35 di contributi senza penalizzazioni, un anno di contributi per ogni figlio alle donne, assegno di garanzia ai giovani: nuova proposta in vista del vertice governo-sindacati del 27 gennaio.

=> Riforma Pensioni 2020: le proposte sul tavolo

Al momento, i termini della riforma ruotano intorno all’età pensionabile: allo studio misure per abbassarla rispetto agli attuali 67 anni. Si sommano diverse proposte, che devono coniugare l’obiettivo di introdurre nuovi elementi di flessibilità con quello di far quadrare i conti (e qui si inserisce il capitolo sul metodo di calcolo della pensione stessa). Il punto fermo è l’incontro fissato per il prossimo 27 gennaio fra esecutivo e sindacati sulle future pensioni.

Da una parte, continua il dibattito sulla cosiddetta quota 102 (pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi, ma con il calcolo interamente contributivo) di Alberto Brambilla.

=> Pensioni anticipate: verso la Quota 102 dal 2021

Dall’altra, si inseriscono nuove ipotesi. Come quella del sottosegretario al Lavoro, Francesca Puglisi, che prevede la possibilità di ritirarsi a 64 anni e 35 anni di contributi senza penalizzazioni sul calcolo pensione (chi ha quote di versamenti valorizzabili con il retributivo li manterrebbe). Non solo: ci sarebbero ulteriori garanzie per le donne, che spesso hanno carriere più discontinue e di conseguenza possono fare maggiormente fatica a raggiungere i 35 anni di contributi. La proposta è quella di aggiungere un anno di contributi per ogni figlio.

Un altro capitolo aperto, particolarmente caro ai sindacati, è quello relativo alle pensioni dei giovani. La proposta Puglisi prevede una pensione di garanzia fino a 750 euro al mese, a integrazione di quella maturata in base ai contributi, a patto che ci siano i versamenti previsti per andare in pensione di vecchiaia (20 anni).

Attenzione: il dibattito ha il preciso obiettivo di mettere a punto una riforma pensioni che eviti lo scalone del 2022 rendendo il sistema maggiormente coerente. La quota 100, infatti, consentirà fino al 31 dicembre 2021 di andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, prima di aver maturato l’età per la pensione di vecchiaia destinata a chi non ha i versamenti contributivi necessari per la pensione anticipata (nel 2020, servono 42 anni e dieci mesi di contributi).

L’idea è quella di mettere a punto una riforma che consenta una nuova forma di pensione anticipata a una platea simile a quella che oggi ha diritto alla quota 100, uscendo però dalla logica sperimentale. Un intervento quindi strutturale, che consentirebbe anche di superare altre misure, come l’Opzione Donna.

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