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Alternative a Quota 100 per la pensione anticipata

di Redazione PMI.it

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Monitoraggio flussi INPS: Quota 100 sotto le aspettative, riflettori accesi forme di pensione anticipata alternative.

Sono interessanti i dati che emergono dal monitoraggio INPS sui flussi di pensionamento: su 341mila domande presentate al 10 settembre, quasi la metà (165mila) riguardano anticipi senza aspettativa di vita, Opzione Donna, APe social e precoci. La Quota 100 non sembra riscuotere il successo che si sperava e attendeva, rispetto alle altre forme di pensionamento anticipato e deroghe alla legge Fornero previste dalla normativa vigente e alternative all’uscita con almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione.

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Quota 100 sotto le aspettative

Ci si aspettava di più da Quota 100, per la quale comunque sono arrivate 175.999 richieste (poco più delle 145mila di giugno), di cui 110.733 accolte: inizialmente erano state stimate 290mila domande. Il nuovo Governo non sembra intenzionato a proseguire con questa misura sperimentale, che ha durata triennale: l’orientamento è lasciare che vada a esaurimento.

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Pensione anticipata: alternative a Quota 100

Sono essenzialmente quattro i canali di uscita anticipata dal mondo del lavoro alternativi alla Quota 100 che, secondo le stime del MEF, rappresenteranno una parte importante delle maggiori uscite relative al sistema previdenziale (+0,2% l’anno fino al 2036):

  • anticipi senza adeguamento automatico alla speranza di vita, congelato fino al 2026. Qui, al 10 settembre, erano state presentate quasi 124mila richieste (contro le 81.500 di giugno), di cui oltre 55mila accolte e circa 50mila giacenti;
  • Opzione Donna, che conta 20mila domande presentate (15mila a giugno). La misura consente di andare in pensione anticipata, alle lavoratrici in possesso di 35 anni di contribuzione e 58 anni d’età (59 anni se “autonome”) a patto di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo. La misura potrebbe essere prorogata dal nuovo Governo;
  • APe sociale, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato riservato a coloro che hanno 63 anni di età e rientrano in determinate categorie di lavoratori svantaggiati che potrebbe essere reso strutturale dal governo giallorosso, con una platea più ampia. Le domande di APe social presentate all’INPS sono state poco più di 9.300, con finestra unica fissata al 31 marzo scorso;
  • percorso agevolato per i cosiddetti lavoratori precoci, le cui domande di pensionamento sono state 11.500.