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Contratto di espansione: scivolo pensione, orario ridotto e cig

di Barbara Weisz

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Chiarimenti INPS sull'attivazione di contratti di espansione in grandi imprese: orario ridotto, cassa integrazione, scivolo pensione.

Con la Circolare n. 98 del 3 settembre 2020, l’INPS illustrati i profili normativi e operativi dell’intervento straordinario di integrazione salariale a supporto del contratto di espansione, previsto in via sperimentale per il biennio 2019-2020.

In particolare, si fa il punto sull’integrazione salariale straordinaria relativa alla riduzione oraria, descrivendone caratteristiche, disciplina e modalità di conguaglio.

La misura, introdotta con il Decreto Crescita, consente alle imprese con oltre mille dipendenti con piani di riorganizzazione finalizzati alla digitalizzazione, di concordare con i sindacati riduzioni di orario e scivoli pensione con l’obiettivo di effettuare nuove assunzioni e riqualificare il personale.

I dettagli operativi sono contenuti nella circolare 16/2019 del Ministero del Lavoro, attuative dell‘articolo 26-quater del dl 34/2019, che va a modificare il dlgs 148/2015. Sono tre gli step che un’azienda deve compiere per stipulare un contratto di espansione.

  • Attivazione procedura sindacale: deve portare alla firma del contratto di espansione, che contiene il progetto di formazione e riqualificazione del personale, la pianificazione delle sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro, le nuove assunzioni. L’impresa deve a quantificare l’onere finanziario dell’intervento (Naspi e cassa integrazione).
  • Accordo di pensione anticipata: nell’ambito del contratto è possibile prevedere uno scivolo per la pensione per i lavoratori a cui mancano al massimo cinque anni (60 mesi) alla pensione di vecchiaia o anticipata. Deve esserci il consenso del lavoratore, il quale in base all’accordo che viene stipulato percepisce, fino alla maturazione della pensione, un importo a carico dell’azienda pari all’assegno previdenziale maturato al momento delle dimissioni. Nel caso in cui la pensione più vicina sia quella anticipata, l’azienda versa anche i contributi utili alla maturazione del diritto.
  • Piano di formazione: riguarda i lavoratori che non utilizzano lo scivolo pensionistico ma non hanno le competenze richieste dal processo di digitalizzazione, e prevede corsi di riqualificazione, con una riduzione oraria in cassa integrazione pari al massimo al 30% che corrisponda alla durata del percorso di formazione.

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Il contratto di espansione deve contenere i seguenti elementi:

  • numero lavoratori da assumere e profili professionali,
  • programmazione delle assunzioni,
  • indicazione della durata indeterminata dei contratti, compreso l’apprendistato professionalizzante,
  • riduzione media orario di lavoro, lavoratori coinvolti, lavoratori che utilizzano l’esodo perla pensione,
  • progetto di formazione e riqualificazione: deve essere articolato e contenere una serie specifica di elementi. Il percorso deve consentire di restare in azienda almeno al 70% del personale coinvolto. Per coloro che alla fine non vengono reinseriti sono previsti ammortizzatori sociali.

L’intervento è sperimentale e dura al massimo 18 mesi. Quindi, nel caso in cui un’impresa avvii i contratto di espansione nel 2020, potrà utilizzarlo fino al 2021.

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